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CASTELNOVO M ONTI 

La protesta dei montanari per la terapia intensiva chiusa

La protesta dei montanari per la terapia intensiva chiusa

I gruppi che hanno donato i respiratori: «Restino qui. Non un euro andrà perso» Spadoni e il M5S locale: «Sbandierano il Sant’Anna Plus e chiudono il reparto»

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CASTELNOVO MONTI

È stato uno dei motivi di critica maggiori nelle ultime ore relativamente alla sospensione dell’attività della Terapia intensiva dell’opedale Sant’Anna: la raccolta fondi che era stata promossa per donare respiratori proprio a questo reparto per affrontare l’emergenza coronavirus. Giovedì, infatti, l’Ausl di Reggio ha comunicato la sospensione temporanea, fino al prossimo 4 maggio, dei letti di terapia intensiva dell’ospedale castelnovese, «in considerazione della situazione contingente di epidemia Covid 19, dello scarso indice di utilizzo di posti letto, della riduzione dell’organico medico a causa di una malattia, nonché della necessità di garantire la presenza di anestesisti e rianimatori nelle sezioni di Rianimazione e terapia intensiva Covid del presidio ospedaliero provinciale». Il sindaco Enrico Bini, scrivendo dall’ospedale di Reggio Emilia, dove è ricoverato per Covid-19, si dice dispiaciuto ma invita ad evitare le polemiche.

Sulla donazione dei respiratori alla Terapia intensiva intervengono le associazioni che hanno promosso la raccolta fondi – Fondazione don Zanni, Vogliamo la Luna, Cieli Sereni e Progetto Nautilus – per spiegare ai donatori che gli ausili acquistati avranno comunque un utilizzo importante. «Abbiamo appreso l’inaspettata notizia della temporanea chiusura del reparto di rianimazione dell’ospedale di Castelnovo. Quando in assoluta emergenza e con l’intento di raggiungere rapidamente un importante obiettivo abbiamo promosso la raccolta fondi per l’acquisto del respiratore, non avevamo idea che ciò potesse accadere, nemmeno a livello di chiacchiere. Nessun sentore. Ora, in ragione dei generosi contributi ricevuti da numerosi cittadini, provvediamo tempestivamente a chiedere delucidazioni all’Azienda sanitaria. Vogliamo comunque rassicurare i donatori e tutti i sostenitori: nemmeno un euro andrà perso e, inoltre, faremo quanto nelle nostre possibilità affinché tutto resti destinato al sostegno dei presidi sanitari della nostra zona d’azione. Nel frattempo proseguono le iniziative già intraprese, altrettanto importanti e rilevanti anche in termini economici, a sostegno delle diverse associazioni di Pubblica assistenza della montagna. Informeremo pubblicamente su ogni sviluppo rilevante di nostra competenza, nell’assoluta trasparenza che deve caratterizzare il volontariato».

CINQUE STELLE

«Molti cittadini non riescono a capire con quali assurde logiche si vada a sopprimere (anche se temporaneamente) un servizio così importante e fondamentale per una popolazione che geograficamente si trova svantaggiata a raggiungere altri presidi ospedalieri, quali il Santa Maria di Reggio Emilia», dice il Movimento 5 Stelle sulla sospensione della Terapia intensiva al Sant’Anna di Castelnovo, in una nota a firma di Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera, e di Luca Maioli, capogruppo in consiglio comunale a Castelnovo. «Non ha senso sbandierare per anni potenziamenti e investimenti nella nostra struttura sanitaria, patrocinare inziative quali ad esempio quella di acquisto respiratori o altre strutture e poi dire che si deve chiudere perché manca il personale e quindi, implicitamente, di sperare di non avere bisogno per un mese, o forse più, di un ricovero in terapia intensiva. Non accetteremo le solite parole di conforto che ci hanno propinato in questi anni, non ci accontenteremo di sapere che c’è l’elisoccorso (che abbiamo capito molto bene che non sempre può volare), non ci faremo abbindolare con cifre sparate a caratteri cubitali sui giornali di investimenti nel “Sant’Anna Plus”. Come italiani e come montanari siamo indignati per le scelte che la politica fa ricadere sulle nostre teste con la compiacenza degli amministratori locali. Sconcertati ed impotenti, non ci resta che manifestare il nostro sdegno e ci adopereremo, per quanto il nostro ruolo di opposizione ci permette, a chiedere di rivedere questa decisione immediatamente». —

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