Tracollo del turismo Hotel reggiani in lizza per diventare Covid
Prefettura e Asl sondano disponibilità per ospitare malati dimessi e rientri esteri Lombardini: «Diverse strutture pronte ma non risolleverà il settore dalla crisi»
Enrico Lorenzo Tidona
REGGIO EMILIA
Hotel reggiani pronti a ospitare medici o pazienti al posto dei turisti. Sono diverse le strutture che si stanno mettendo a disposizione per cercare di convertire temporaneamente l’attività, anche se all’orizzonte non ci sono lauti guadagni. «Si stanno sondando le disponibilità, perché la crisi non permetterà a tutti gli operatori di riaprire» avverte Francesca Lombardini, presidente degli albergatori di Confcommercio Reggio Emilia.
DATI SCONFORTANTI
Nel 2020 in Emilia Romagna il fatturato del turismo è destinato a crollare di 1,2 miliardi di euro: -548.676 milioni di euro legati al tracollo dell’accoglienza, -655.877 milioni di euro legati allo stop della ristorazione. La chiusura delle attività e l’isolamento disposto per contenere i contagi da Covid19 porteranno, nel 2020, a un crollo del fatturato che per le sole Srl del settore ristoranti e alberghi (72.748 società, che nel 2019 hanno fatturato 37,8 miliardi di euro a livello italiano) sarà di 16,7 miliardi di euro, pari a un calo, rispetto al 2019, del -44,1%. «Dopo lo stop generale, gli alberghi reggiani sono rimasti vuoti di colpo e quasi tutti hanno chiuso – è l’aggiornamento di Lombardini – Ora è aperto solo l’Astoria ma perché ci sono inquilini in albergo con la stanza tutto l’anno. Ma il servizio è ai minimi e solo per quei pochi clienti. Ora parliamo di 5-6 camere alla settimana. Il personale degli hotel è per buona parte in cassa integrazione dopo aver fatto un periodo di ferie. In provincia di Reggio va anche peggio».
A inquadrare il dramma dell’industria turistica reggiana e italiana sono le stime quantificate dall’Osservatorio sui bilanci del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti. In particolare il comparto della ricettività alberghiera italiana è colpito da una perdita di 7,9 miliardi di euro (-53,8%), la ristorazione da una contrazione di 8,8 miliardi di euro (-37,9%).
LA PROROGA
Solo due giorni fa è giunta – ovviamente attesa, viste le premesse – la proroga da parte della Regione delle misure di chiusura e distanziamento. «Per quanto riguarda le strutture ricettive e gli alberghi – viene riportato nel testo firmato con il ministro della Salute, Roberto Speranza – sono sospese le attività di accoglienza a fini turistici». Una conferma che la fase di crisi economica sarà ancora lunga. «È difficile pensare a una strategia alternativa per risollevare a breve le sorti del comparto – dice Lombardini – A Reggio ancora di più, visto che si tratta di una città improntata al turismo d’affari. Tutte le aziende, soprattutto le più grandi come Max Mara, Kohler o realtà come Reggio Children, che in primavera ci assicurava diverso fatturato, sono praticamente ferme. E finché non riapriranno non avremo arrivi. Se si dovesse allentare la presa tra un mese, forse qualcosa riusciamo a recuperarlo. Sarebbero comunque numeri scarsissimi rispetto alle perdite. C’è chi tra noi è chiuso ma paga l’affitto: senza aiuti concreti, ci saranno forti conseguenze».
HOTEL COVID
Non mancano però a Reggio le offerte di strutture alberghiere da riconvertire per l’ospitalità in chiave Covid. «Possono proseguire le attività – riporta infatti il nuovo decreto – collegate alla gestione dell’emergenza (ad esempio, pernottamento di medici e infermieri) con attività di ristorazione consentita solo per gli ospiti che vi soggiornano». Offrire ospitalità a chi lavora a contatto con il Coronavirus permette di tenere aperto, anche se non sembra essere la panacea di tutti i mali. «A Reggio c’è l’hotel Europa, che accoglie già il personale sanitario che deve restare isolato. Prefettura, Asl e Regione stanno sondando ora le disponibilità per ospitare negli alberghi anche malati guariti ma ancora positivi o reggiani che sono all’estero e che al rientro dovranno restare comunque isolati in quarantena. Molti nostri albergatori hanno dato la loro disponibilità ma è un’opera quasi benefica».
VACANZE KM ZERO
Per cercare di puntellare il sistema turistico, la Regione pensa anche alle vacanze estive. «Serviranno a far ripartire, una volta passata la fase acuta dell’emergenza sanitaria, le abitudini delle famiglie e l’attività delle tante aziende legate al turismo: una delle principali voci dell’economia italiana e dell’Emilia-Romagna. E uno dei settori che più di altri avrà bisogno di tempo e di un grande sostegno pubblico per riprendere la corsa», ha fatto sapere la Regione pochi giorni fa. A questo proposito, l’assessore regionale al Turismo e Commercio, Andrea Corsini, ha scritto al ministro per i Beni culturali e Turismo Dario Franceschini sollecitando, anche a nome delle altre Regioni, un pacchetto di misure a sostegno dell’industria turistica e di tutto il comparto, gravemente colpito dall’allarme coronavirus e dalla crisi economica che ne consegue. Tra gli interventi: un “bonus vacanze” per ampliare la domanda interna e aiutare grandi e piccole attività a rimettersi in moto, aiuti ai lavoratori stagionali, che rappresentano la maggior parte degli occupati del settore, provvedimenti per immettere liquidità attraverso proroghe fino a dicembre dei pagamenti di varia natura.
«È un buon segnale visto che gli stranieri non verranno. Ma anche gli emiliani, vista la crisi, non sappiamo quanta voglia avranno di spendere soldi in Riviera». —
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