Per Zimmermann lo “sconvolgimento del mondo” accadde a Canossa nel 1077
Cordoglio nelle zone matildiche per la scomparsa a 93 anni dell’illustre studioso che ha portato alla rilettura della storia
CANOSSA
Ha suscitato cordoglio anche nelle zone matildiche la notizia della scomparsa di Harald Zimmermann, morto il 19 marzo scorso. A Tübingen in Germania, dove viveva, è uscito in silenzio dalla vita per entrare nella storia, una memoria che non verrà mai dimenticata. Soprattutto a Canossa e in tutta la nostra provincia, dove fu ospite graditissimo.
Nato a Budapest il 12 settembre del 1926, aveva studiato teologia evangelica all’Università di Vienna. Aveva poi seguito la specializzazione storica seguendo i lavori dei Regesta Imperii dell’Accademia Austriaca della Scienza. Aveva successivamente svolto l’attività di professore universitario di storia medievale alle Università di Saarbrücken (1968- 1978) e Tübingen (1978- 1994). Era noto per i suoi numerosi studi e come uno dei migliori conoscitori della storia dei Papi del Medioevo. Nel 1994 pubblicò la Chronica Pontificum Romanorum. Un sapere vasto e poliedrico. Dal 1973 al 2008 fu membro della direzione centrale dei Monumenta Germaniae Historica, il più prestigioso istituto di studi storici della Germania. Nel 2007, per ritornare alla storia che più da vicino riguarda la nostra provincia, fu nominato Ehrenbürger, ovvero Cittadino Onorario di Canossa, e gli fu consegnata la chiave della città al castello di Rossena – il 27 gennaio, la data dell’incontro di Canossa tra Gregorio VII ed Enrico IV – dalle autorità locali e dall’illustre Gino Badini, allora direttore dell’Archivio di Stato.
Un rapporto, questo con Canossa, che il Professor Doktor Doktor honoris causa multiplex (questa la qualifica ufficiale) Zimmermann non avrebbe mai dimenticato e, anzi, di cui è sempre stato orgoglioso, anche se l’età e le sue condizioni di salute non gli hanno permesso di farvi ritorno. Un rapporto di reciproca stima e amicizia di cui si mantiene ancora vivo il ricordo. Chi ha avuto contatti con lui negli ultimi tempi ne ricorda la vivace attenzione e curiosità per quanto veniva fatto qui sul territorio nel campo degli studi e degli eventi legati alla figura di Matilde di Canossa. Perché proprio lui, a differenza di tanti altri storici tedeschi, dedicò molta attenzione alla figura della Grancontessa, oltre che all’evento di Canossa. Fu tra i primi a reinterpretarlo nella sua valenza di “sconvolgimento del mondo”, come poi tanti altri storici tedeschi fecero, e come venne sottolineato nella grande mostra di Paderborn, in Germania, nel 2006.
Proprio a Rossena fu presentata la seconda edizione del libro che Harald Zimmermann scrisse, “Canossa 1077, storia e attualità” con il patrocinio del Comune di Canossa, dell’Istituto superiore di studi matildici e del Lions Club della Val d’Enza. Tanti conservano ricordi di quei giorni e di quegli eventi, così come la memoria del professor Zimmermann. Il suo cauto sorriso e la sua vasta conoscenza non verranno mai dimenticati. I suoi scritti e i suoi studi restano quale fonte d’ispirazione e ricerca per chi rivolge la propria attenzione e il proprio studio alla storia del Medioevo, proprio quella che più da vicino ha toccato le nostre terre quasi mille anni fa. —
Donatella Jager Bedogni
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