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«Qui siamo secondi per contagi e si chiude la terapia intensiva»

«Qui siamo secondi per contagi e si chiude la terapia intensiva»

Duro affondo di Nadia Vassallo consigliera di opposizione che chiede le ragioni per cui il capoluogo montano presenta tanti positivi al Covid-19

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CASTELNOVO MONTI

«I dati fanno capire per la prima volta che Castelnovo Monti è al vertice della casistica ufficiale per contagio e mortalità da Covid-19 in provincia. In valore assoluto i contagiati sono 103, secondi solo a Reggio che ne conta 872 e Correggio con 130. Ma Castelnovo Monti doppia queste realtà per incidenza percentuale sulla popolazione: 1,21% contro 0,51% delle altre due città. Idem per mortalità: 11 decessi ufficiali a Castelnovo Monti e a Correggio, 78 a Reggio, ma il tasso è ancora doppio, 0,13% a Castelnovo contro 0,05% delle altra città. Poco cambia se correggiamo il numero di abitanti a Castelnovo con i 10.482 che conosciamo noi: 0,98% il contagio e 0,10% i decessi. In una situazione così drammatica che richiederebbe la massima attenzione da parte delle autorità locali e di quelle provinciali, è stata invece chiuso il reparto di terapia».

Così interviene la consigliera del gruppo di opposizione “Castelnovo ne’ cuori” Nadia Vassallo.

«Francamente siamo allarmati della gestione della crisi: carenza d’iniziativa, sedazione dell’opinione pubblica, contrasto a priori delle proposte della minoranza messa lei in quarantena – sottolinea – Si è cercato di capire perché Castelnovo viaggia ad una velocità doppia o tripla di contagio? C’entra qualcosa che qui sia sede di ospedale o è solo dovuto alla mancanza di rispetto delle norme dei cittadini? Dopo di aver contrastato per un mese la richiesta di disinfezione delle strade, facendo dietrofront la giunta ha poi trovato il disinfettante giusto giacché ritiene molto pericoloso l’ipoclorito di sodio (varecchina)? Se c’è troppa gente per strada perché non si è colta l’occasione per organizzare le consegne domiciliari collettive dei negozi locali come richiesto? Perché non si danno alla cittadinanza informazioni primarie per indicare dove sono reperibili i dispositivi di protezione?».

«In un momento dove esportiamo i nostri malati in Germania e dove a Castelnovo siamo ai vertici del contagio e mortalità, noi chiudiamo il reparto dicendo che aveva un solo ricoverato? C’è da riflettere su questo dato e correlarlo con altre informazioni – aggiunge – Reggio ormai ha superato i livelli di contagio di Piacenza e Castelnovo Monti è in testa, la situazione delle case di riposo è tristissima, eppure vediamo che in Veneto le cose vanno diversamente come diverse sono in Germania. Mentre in queste realtà si usano i tamponi per anticipare la diffusione da noi servono per certificare i casi conclamati e molti sono gli esclusi dai controlli. Mentre in Germania il primo fronte per la diagnosi e cura è la medicina del territorio, da noi i medici condotti sono stati mandati in campo con protezioni deboli e con limitate possibilità di cura. Il Sant’Anna o un altro ospedale non possono rappresentare per la provincia un territorio franco dal Covid dove poter mandare i malati non contagiati, sgrondando così Reggio? Invece di concentrare non si può diversificare?». —

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