«Strade vuote e persone chiuse in casa gli animali selvatici si riprendono le città»
Ferrari, comandante della polizia provinciale: «Ci arrivano segnalazioni di tante specie, occorre prudenza in auto»
REGGIO EMILIA
«Complice l’assenza dell’uomo, gli animali si stanno reimpossessando degli spazi urbani e si spingono sempre più nei centri abitati: dagli ungulati agli uccelli, ci sono arrivate parecchie segnalazioni curiose». A sottolineare il fenomeno – già segnalato dai lettori, si pensi ai daini fotografati in pieno centro ad Albinea una settimana fa – è il comandante della polizia provinciale di Reggio Emilia, Lorenzo Ferrari.
«Negli ultimi anni il nostro territorio era già predisposto a incursioni frequenti a ridosso dei centri abitati da parte di alcune specie in cerca di cibo o disorientate, ad esempio il lupo e i caprioli – spiega il comandante – Ora, in questo lungo periodo di minor presenza dell’uomo a causa del Covid-19, gli animali stanno prendendo confidenza e stanno invadendo gli spazi che un tempo erano pericolosi per loro. Se prima gli animali sceglievano orari notturni, ora non esitano a girovagare in pieno giorno. Non sono un etologo, ma il comportamento animale è cambiato: si fidano. Le poche persone che ancora lavorano e si spostano in auto ci hanno segnalato stormi di uccelli in mezzo alla strada: colombi, cornacchie, gazze, piccioni, merli o fagiani immobili in mezzo alla carreggiata, soprattutto di buon mattino».
Secondo Ferrari, «per una serie di motivi alcuni tipi di uccelli preferiscono appoggiarsi sul pulito e sull’asfalto caldo rispetto alle temperature notturne, perché il cibo si vede meglio rispetto all’erba alta, dove possono esserci dei predatori. Colombi e picchi si sono fatti più azzardati e vanno attorno alle finestre delle case. Io stesso l’altra mattina, mentre andavo al lavoro, ho rischiato di investire un’anatra selvatica ferma in mezzo alla strada dopo una curva a Canolo di Correggio. Bisognerebbe mettere una telecamera davanti all’auto, in questi giorni, per documentare il fenomeno. Che, lo preciso, non causa problematiche particolari e non provoca alcun intervento da parte nostra».
L’attività che invece la polizia provinciale continua a svolgere è quella legata a incidenti stradali con animali selvatici, più che altro ungulati. «È l’altra faccia della medaglia. Pensavamo che, con un transito così ridotto al minimo, gli investimenti diminuissero. Invece proprio il traffico scarso e intermittente, insieme al fatto che a marzo-aprile non c’è caccia, paradossalmente ha incrementato il trend. L’altro giorno un capriolo è rimasto vittima di una vettura nella periferia cittadina. Stessa cosa una settimana fa con un lupo travolto a Roncocesi».
Molti automobilisti non si fermano. «Da quando è diventato difficile farsi risarcire i danni c’è chi pensa che non valga la pena fermarsi: oggi riescono a ottenere un rimborso solo i conducenti che hanno stipulato un’assicurazione privata contro la fauna selvatica». A maggior ragione il comandante Ferrari rivolge una raccomandazione ai conducenti. «So che le strade sembrano vuote, ma gli animali sono sempre presenti e l’unico modo per non rimediare danni personali e materiali è guidare a velocità ridotta». —
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