Lavoratori in attesa del liquidatore scelto tra le fila della sinistra
Alfredo Medici chiamato ad affrontare un percorso che si annuncia difficile per tentare di valorizzare gli assetti rimasti in Sicrea
REGGIO EMILIA
I no comment e i silenzi per ora si susseguono. Anche trovare qualcuno che si spenda al telefono non è semplice. Sicrea, un po’ a tutti i livelli, è una patata bollente. In ballo ci sono 225 posti di lavoro. Persone che sono per ora a casa in cassa integrazione da circa tre settimane sfruttando il blocco del Coronavirus, ma che sanno, come riferito da qualcuno, «che così non c’è futuro». L’intenzione in realtà è di preservare il più possibile l’attività, trasferendola in mano d’altri. Ma in azienda, con l’avvio della liquidazione, sono praticamente tutti fuori gioco, dall’amministratore delegato Nicola Adriano fino all’ultimo lavoratore. A lavorare in questi giorni è il liquidatore, Alfredo Medici, ex consigliere comunale a Reggio per i Ds, professionista noto in varie parti d’Italia, sostenitore con il comitato reggiano di Nicola Zingaretti, e nome che ha incrociato diversi snodi finanziari italiani legati al settore immobiliare.
Come detto, per ora, i sindacati non intendono parlare di Sicrea. La parola passa a Medici, il cui compito non è dei più semplici. Il 28 marzo 2020 l’assemblea dei soci di Sicrea spa ha deliberato l’avvio della procedura per una liquidazione ordinata della società. I soci, vale a dire le finanziare delle coop, sono stati obbligati ad affrontare un piano di gestione della crisi aziendale «con l’obiettivo di salvaguardare il “progetto” Sicrea Group, pur dovendo affrontare una significativa ristrutturazione» ha scritto pochi giorni fa Legacoop in una nota.
«Il mandato consegnato allo staff che dovrà gestire questa fase è quello di valorizzazione gli asset aziendali, anche attraverso operazioni straordinarie e la ricerca di partner. Sono obiettivi primari la corretta prosecuzione dei cantieri e delle attività e il massimo sforzo per mantenere l’occupazione».
Resta da capire quali siano gli spiragli con un mercato delle costruzioni che sta collassando ancora una volta. Sarebbero una sessantina i cantieri ancora in pancia di Sicrea. Ed è lì che si gioca la partita più rilevante.
Per ora rimangono attivi i servizi legati alle riparazioni per Iren. Ma Sicrea oltre agli edili conta anche diversi metalmeccanici.
Solo nel maggio del 2018 si era mangiata la Cooperativa L’Avvenire 1921 (Cla) di Montelupo Fiorentino. «Crescere è una necessità per affrontare gli investimenti chiesti dal mercato», aveva detto Luca Bosi. —
E.L.T.
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