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Ma Daviddi rincara la dose «Si è creato un monopolio»

E.Spa.

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REGGIO EMILIA

«È assolutamente corretto che le mascherine vengano dirottate alla “prima linea”, ho poi appreso però in un secondo tempo che una quota di questa produzione è stata destinata in esclusiva a Fcr, e questo passaggio non mi è affatto chiaro. Non intendo dire in alcun modo che ciò sia un illecito, le esclusive si stipulano per contratto e sono legali, mi sfugge però la logica per la quale queste preziosissime mascherine, non siano state messe a disposizione in maniera analoga, chiara ed aperta a tutte le farmacie, creando di fatto una esclusiva di Fcr, che ricordo è azienda controllata dal Comune di Reggio».

Non arretra di un passo. E, dopo la bufera innescata dalle sue parole, il sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi, rincara la dose, rispondendo in primo luogo al Pd casalgrandese, ma tornando a chiedere chiarimenti sulle mascherine prodotte dalla Nuova Sapi di San Donnino.

«Non avrebbe avuto più senso – chiede Daviddi – dare in gestione ad un organo super-partes come potevano essere la Provincia o la Protezione Civile questa quota per distribuirla in maniera ragionata e secondo le necessità dei territori, magari con un prezzo trasparente e imposto per evitare ogni forma di speculazione, piuttosto che affidarle tutte ad un unico soggetto controllato da un Comune?».

Secondo il primo cittadino di Casalgrande,«in queste cose occorre massima trasparenza, e questa scelta, a mio modo di vedere è profondamente sbagliata, mette in condizione un unico soggetto di disporre di questi dispositivi, crea enorme disparità tra quei comuni dove è presente Fcr e quelli dove non c’è».

Daviddi torna a ricordare colloqui con colleghi dell’Appennino, «privi di queste farmacie sul loro territorio, che sono disperati per la carenza di mascherine». E aggiunge: «La logica che dovrebbe essere sovrana è che se impediamo giustamente alle persone di spostarsi, allora dobbiamo garantire equità di distribuzione». Ma «in questo modo si è creata disparità per l’accesso ai dispositivi da parte dei cittadini, oltre che di carattere commerciale, creando un piccolo monopolio, nei confronti delle altre farmacie a cui è precluso l’acquisto».

Uno scenario nel quale secondo Daviddi anche chi si offre per acquistare mascherine da regalare ha difficoltà a reperirle. Quanto ai prezzi, il sindaco di Casalgrande torna a richiamare una precedente dichiarazione di Vecchi in cui il prezzo al pubblico sarebbe stato 0,50 euro per mascherina, poi diventati 0,90 euro: «Invito a chiarire queste affermazioni, risultano perlomeno incaute. Sarebbe corretto avere spiegazioni puntuali che possano far meglio comprendere un quadro che al momento sembra decisamente singolare. Ad ogni modo noi non molliamo, ci adoperiamo e ci adopereremo sempre per verificare che le regole siano rispettate da tutti, perché è un impegno che ho preso nei confronti della mia comunità al quale non intendo rinunciare». —

E.Spa.

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