Gazzetta di Reggio

Reggio

san polo 

Maltrattamenti, in aula il marito replica: «Basta contatti, lascio la casa»

Tiziano Soresina

2 MINUTI DI LETTURA





Tiziano Soresina

SAN POLO

Non ha voluto rispondere – ieri mattina in tribunale a Reggio Emilia – alle domande del gip Luca Ramponi. Stiamo parlando dell’operaio 45enne accusato di maltrattamenti che, dal 31 marzo, deve stare ad almeno mille metri dalla moglie e dai luoghi che la donna è solita frequentare.

Però l’indagato ha voluto spiegare in aula alcune cose, attraverso quelle che tecnicamente vengono definite “dichiarazioni spontanee”.

L’operaio ha detto, in pratica, che intende tagliare i ponti con sua moglie: da quando lei se n’è andata (domenica era rimasta in casa con lui, lunedì dopo il lavoro era rientrata, poi martedì è andata a prendere la sua roba accompagnata dai carabinieri) non l’ha più contattata bloccando tutti i social (Facebook, WatsApp) e nemmeno è andata a cercarla, perché non vuole più avere a che fare con lei («Se dovessi incontrarla, cambierò strada»). Inoltre si è già reso disponibile per lasciare l’abitazione di San Polo a moglie e figlia, traslocando in un altro paese.

Sulla scia di queste parole l’avvocato difensore Pina Di Credico ha chiesto la revoca del divieto di avvicinamento: «Il mio assistito, incensurato, è molto scosso per quanto accaduto, comunque pur non sapendo della denuncia non ha più voluto entrare in contatto con la moglie, nonostante siano sposati da più di vent’anni».

Il gip Ramponi prenderà una decisione nelle prossime ore.

Secondo la denuncia presentata dalla donna (una commessa 40enne), ritenuta credibile dagli inquirenti (le indagini dei carabinieri di San Polo sono state coordinate dal pm Piera Giannusa) e poi sfociata nell’ordinanza emessa dal gip Ramponi, la causa di violenze e minacce sarebbe stata la gelosia.

L’operaio viene descritto dagli investigatori come ossessionato dal fatto che la moglie lo tradisse e per questo la picchiava fino a farla finire in ospedale.

Atti violenti che sarebbero capitati spesso, ma una delle ultime volte la 40enne era uscita dal pronto soccorso con una prognosi di 15 giorni.

Per i carabinieri sono innumerevoli gli episodi accertati di violenza, a partire dalla fine di novembre.

Pestaggi con calci, pugni e schiaffi. Quando il marito perdeva la testa, arrivava a danneggiare i mobili di casa e sempre, durante quei litigi furibondi, arrivava ad accusare la moglie di avere una relazione extraconiugale.

La donna veniva rimproverata se faceva più tardi a rientrare dal lavoro e se accadeva o provava a giustificarsi ecco che iniziavano le offese e le minacce anche di morte. La commessa si è, infatti, sentita dire più volte che sarebbe morta sciolta nell’acido, inoltre che non le avrebbe concesso la separazione e che, comunque, non sarebbe andata in tribunale con le sue gambe.

Quattro mesi di maltrattamenti: ma su queste accuse il marito non è entrato nell’interrogatorio di garanzia. Se ne riparlerà nel futuro processo. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google