Milioni dal sistema delle coop Ora l’addio alle costruzioni
REGGIO EMILIA
Refincoop, Coopfond e Par.co. Il salotto buono della cooperazione italiana – centrata per buona parta a Reggio Emilia – ha in mano insieme a Fin.pro e Sofinco la quasi totalità delle azioni di Sicrea spa, capogruppo dell’omonimo agglomerato che conta anche Siteco, Sitecofer, Sirav, Sidea Siglobal e l’ultima avventura nata all’estero, vale a dire Sicrea Dakar. Il gruppo si occupa di costruzioni, riqualificazioni ed efficientamento energetico, impianti tecnologici, condutture e carpenteria. Le coop ci hanno messo soldi veri dentro Sicrea, e il capitale sociale della sola Spa è di 15 milioni di euro, i ricavi del 2018 erano arrivati a 111 milioni di euro e le sedi sono quattro: Reggio, Modena, Empoli e Roma.
Non bisogna scordare, infatti, che la funzione di salvatrice di imprese, Sicrea l’ha svolta fino alla fine, contando ora 225 dipendenti. Nel giugno 2018 Sicrea aveva inglobato la toscana coop L’Avvenire, che navigava a sua volta in acque agitate. Sempre un’operazione di sistema, che entro il 2020 doveva portare i ricavi attorno ai 200 milioni di euro: «Per volumi di fatturato si gettano le basi per la nascita del terzo soggetto cooperativo italiano nel settore delle costruzioni» era stato annunciato, salvo ora la liquidazione di Sicrea che pone in bilico tutto il gruppo.
Non bisogna poi scodare che la liquidazione di Sicrea giunge dopo i fine corsa di Cmr Reggiolo, Orion Cavriago, fino a Coop San Possidonio, Cdc, Getech, Correggio Condotte, Cl'a e Cavatorti&Riccò. Tutti pezzi finiti poi in Sicrea, che con Coopsette e Unieco rappresenta una ferita tra le più profonde nel sistema della cooperazione, che ha tentato fino all’ultimo di restare nelle costruzioni, settore dal quale ora sembra prendere una certa distanza. —
E.L.T.
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