«Tanta gente ha bisogno Aiutarsi è un dovere»
REGGIO EMILIA
«C’è tanta curiosità, i clienti si fermano davanti ai cartelli e mi chiedono in cosa consiste l’iniziativa “Un quartiere, una famiglia”. Nel contenitore qualcuno ha lasciato i primi prodotti: pasta e fagioli, zucchero e farina». Così Giovanni De Pietri, 51 anni, titolare dell’omonima tabaccheria di via Adua 54 nonché membro del comitato Ascoltare Santa Croce, ha descritto il primo giorno della rete solidale. «La mia tabaccheria è stata scelta perché è situata a metà strada ed è frequentata da tanti: è punto di riferimento in una strada rimasta deserta, perciò mi sono prestato volentieri – prosegue – Nella speranza che non si verifichi un accaparramento di generi alimentari da parte di chi non ne ha bisogno: invito chi riceve ad attenersi all’educazione e all’autodisciplina».
È prematuro prevedere come si svilupperà la solidarietà anonima, ha proseguito De Pietri. «Di certo la catena virtuosa si rivolge a chi deve contare i soldi per fare la spesa, a chi non ce la fa ad arrivare a fine mese. Le assicuro che in città sono parecchie le persone in questa situazione, soprattutto pensionati soli e stranieri; e, se i tempi dell’isolamento domiciliare si allungheranno, temo che peggiorerà. Penso ai miei colleghi della via, bar e attività chiuse che devono comunque pagare l’affitto e sono in forte difficoltà economica. Il Covid-19 ci ha messo di fronte a un frangente nuovo, che in trent’anni di tabaccheria non avevo mai visto: aiutarsi reciprocamente è un dovere». —
am.p.
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