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IN BIBLIOTECA 

Un’aula studio della Panizzi sarà intitolata a Giulio Regeni

Gabriele Gatti
Un’aula studio della Panizzi sarà intitolata a Giulio Regeni

Ok in consiglio comunale alla mozione presentata dal Pd La Lega si astiene. Soddisfazione da Amnesty International

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Reggio Emilia

Con 23 voti favorevoli il Consiglio Comunale di Reggio Emilia ha approvato la mozione per intitolare una sala studio della Biblioteca Panizzi a Giulio Regeni, studente di dottorato all’Università di Cambridge torturato e ucciso in Egitto nel 2016.

La votazione ha visto i voti di astensione di Roberto Salati (Lega), Giorgio Varchetta (Lega), Stefano Sacchi (Lega), Cristian Panarari (Gruppo Misto), Alessandro Rinaldi (Lega), Matteo Melato (Lega), Cinzia Rubertelli (Alleanza Civica) e Claudio Bassi (Fi). Il consigliere del Partito Democratico Riccardo Ghidoni, primo firmatario della mozione ha dichiarato: «Ho presentato questa mozione perché Giulio Regeni non è una pagina conclusa della storia. Il suo rapimento, il suo omicidio per tortura, la sua agonia, l’abbandono del suo corpo nudo lungo una strada sono ancora lì davanti a noi e lì devono rimanere. Ossessivamente. Guai a quel popolo che si dimentica delle sue ferite ancora aperte. A Reggio conosciamo la correlazione stretta tra la conoscenza e l’avanzamento della cultura democratica di un Paese. Oggi sviluppiamo in forma concreta la campagna di Amnesty International a cui il Comune ha aderito nel marzo del 2016 e ci aggiungiamo alle voci che chiedono alle Istituzioni impegno per raggiungere la verità».

Per ricordare la dura battaglia legale che ancora oggi la famiglia Regeni sta portando avanti insieme all’avvocatessa per i diritti umani Alessandra Ballerini, l’amministrazione comunale e Amnesty International Reggio Emilia hanno voluto investire sulla memoria di Giulio nel luogo più vicino agli studenti reggiani di ogni età, la biblioteca. Da Amnesty Reggio giunge grande approvazione per il passo compiuto: «L’intitolazione a Giulio Regeni di una sala studio della biblioteca Panizzi sottolinea il valore dell’attività di ricerca in favore dei diritti umani che tanti giovani ricercatori portano avanti. Ricordare Giulio Regeni significa anche non dimenticare le tante donne e i tanti uomini che in Egitto sono prigionieri di coscienza e vittime di persecuzioni e torture».

Ad oggi non è ancora stata individuata una sala idonea per l’apposizione della targa ma. Come ha dichiarato l’assessore Lanfranco De Franco, l’individuazione del luogo e l’inaugurazione verranno rinviate a quando le norme permetteranno di fare i sopralluoghi nella biblioteca. Durante la discussione è anche stata espressa grande vicinanza allo studente egiziano dell’Università di Bologna Patrick George Zaky, incarcerato due mesi fa in Egitto dal regime del generale al-Sisi con l’accusa di propaganda sovversiva. —



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