Coronavirus, «La gente invade i nostri campi per sfuggire ai controlli»
Il presidente della Cia Antenore Cervi chiede alle forze dell’ordine di presidiare anche le aree rurali: «A piedi, in bici e anche in moto in cerca di svago e libertà»
REGGIO EMILIA. I pedoni e i ciclisti “sfrattati” dai parchi e dalle strade si rifugiano in aperta campagna, per poter stare all’aria aperta senza correre il rischio di multe salatissime: il che sta creando non pochi problemi ai coltivatori, costretti ad allontanare i trasgressori con accese reprimende o con cartelli espliciti del tipo “campo avvelenato”.
«Campi, frutteti e vitigni sono invasi da chi esce di nascosto da casa e non vuole incappare nei controlli anticoronavirus: rischi per l’incolumità di cittadini e agricoltori», è l’allarme di Antenore Cervi, presidente della Cia di Reggio Emilia, che ha raccolto le segnalazioni di tantissimi agricoltori esasperati per il continuo viavai di pedoni, ciclisti, due ruote elettriche e perfino motociclisti.
«Se è vero che nelle vie della città e dei paesi ci sono troppe persone in giro, posso affermare che è ancora peggio nelle campagne: vengono considerate la miglior soluzione per uscire all’aria aperta e sfuggire ai controlli – spiega Cervi – La situazione riguarda l’intero territorio reggiano: dalla Zona ceramiche alla Val d’Enza, dalla Montagna alla Bassa, ma anche e soprattutto nei territori limitrofi al centro abitato di Reggio. Sempre più persone insofferenti all’isolamento hanno deciso di uscire di casa. Visto che i giardini pubblici sono ancora off limits, in tanti si sono riversati nei campi privati: terreni appena seminati, frutteti e vigneti dove però gli agricoltori in questo periodo sono al lavoro con i trattori e i prodotti per i trattamenti. I divieti e i cartelli di proprietà privata vengono ignorati. Eppure i rischi per l’incolumità delle persone sono palesi…».
Cervi sottolinea che «non sempre è sufficiente far notare alle persone sorprese in giro che i campi sono una proprietà privata, che è difficile vedere dall’alto di grossi mezzi la presenza di persone tra i filari, che talvolta i trattamenti usati per le coltivazioni possono essere pericolosi se respirati nell’immediato».
In alcuni casi, secondo il presidente della Cia, «si è arrivati perfino a diverbi e minacce» tra invasori e agricoltori invasi.
«La tensione generale è elevata e basta davvero poco per accendere le micce». Non ci sono solo quelli che vanno a passeggio o a fare jogging. «Sono stati trovati tanti ciclisti che hanno “scambiato” le carraie per piste da mountain bike. I campi arati o seminati vengono usati come percorsi per il fitness. Non mancano neppure i centauri con le moto da cross. Addirittura un nostro agricoltore ha sorpreso un giovane che tentava di usare un board elettrico. Siamo ormai alla follia e temiamo che in questo fine settimana pasquale la situazione peggiori ulteriormente».
Da qui l’appello al buonsenso: «Giusto controllare la città, ma sono necessarie analoghe verifiche anche nelle aree rurali. I campi sono le nostre aziende, dove ogni giorno lavoriamo per assicurare alimenti sani e freschi sugli scaffali. Chiediamo comprensione e rispetto da parte di tutti». —
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