«Operatori ammalati all’ospedale S.Anna»
Il dg Ausl Nicolini sulla chiusura della terapia intensiva «Ecco perché i malati Covid vanno a Reggio e Guastalla»
Castelnovo Monti
«Ci siamo trovati nella necessità di riorganizzare numerosi servizi per far fronte a un’emergenza inedita, ma ribadisco che si tratta di provvedimenti temporanei». Così il direttore generale dell’Ausl di Reggio, Fausto Nicolini, è intervenuto sulla chiusura fino al 4 maggio del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sant’Anna, nell’ambito di un’intervista rilasciata a Redacon - Radionova.
prima del covid 19
«La nostra dotazione pre-epidemia Covid prevedeva 14 posti letto di rianimazione a Reggio Emilia, 6 a Guastalla e due a Castelnovo. In totale 22 posti letto. L’emergenza Covid ha determinato la necessità di dedicare posti letto ordinari e posti letto di terapia intensiva ai pazienti Covid affetti da polmonite interstiziale che è la patologia di gran lunga prevalente in questi pazienti. Questo ha determinato la necessità di riorganizzare l’offerta di posti letto nell’ambito della rete provinciale nel rispetto delle indicazioni fornite dalla Regione».
Ha poi aggiunto Nicolini: «Siamo riusciti ad arrivare a una dotazione di 774 posti letto dedicati a pazienti Covid in tutta la provincia: 375 al Santa Maria Nuova di Reggio; 216 a Guastalla (ospedale interamente Covid per cui sono state trasferite al Santa Maria Nuova chirurgia, ortopedia, cardiologia, ostetricia e ginecologia); 90 a Scandiano (ospedale Covid per pazienti a minore intensità assistenziale in quanto non dotato di terapia intensiva); 40 posti letto di sezione Covid a Villa Verde; 24 posti letto di sezione Covid ad Albinea; 30 posti letto alla Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza chiamata a ospitare i pazienti dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario».
le ultime modifiche
Nicolini ricorda che «anche i punti nascita di Scandiano, Guastalla e Montecchio sono stati in fasi successive concentrati all’ospedale di Reggio. Fino in ultimo si è cercato di preservare l’ospedale di Castelnovo Monti che solo negli ultimi giorni ha attivato una sezione Covid di 18 posti letto nella lungodegenza (2,5% dei posti letto Covid complessivi). Finché si è potuto si sono mantenuti attivi i 2 posti letto di terapia intensiva “Covid free” garantendo il personale anestesiologico in guardia h24. Purtroppo le malattie di alcuni operatori hanno reso impossibile garantire la turnazione degli anestesisti sulle 24 ore considerando tra l’altro la scarsa occupazione dei 2 posti letto castelnovesi e la impossibilità di dedicarne anche uno solo a pazienti Covid. Ricordo che alla rianimazione di Reggio Emilia e nelle sezioni Covid del Santa Maria Nuova afferiscono la stragrande maggioranza dei pazienti provenienti dal distretto montano sia sui posti letto ordinari, di malattie infettive che di semintensiva pneumologica e di rianimazione. Ad oggi su 1.375 pazienti Covid ricoverati dall’inizio della epidemia sono 96 quelli residenti nei comuni montani ricoverati nelle sezioni e ospedali Covid pari al 7% della casistica, dato assolutamente in linea con la popolazione residente che è all’incirca il 6,2% della popolazione provinciale».
E conclude: «Abbiamo più volte ribadito che questa riorganizzazione è temporanea per affrontare in modo efficiente la emergenza Covid 19 e possiamo tranquillamente affermare che, rispetto agli altri ospedali della nostra provincia, il Sant’Anna sia quello che ha avuto l’impatto meno rilevante sulla riorganizzazione dei servizi». —
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