«Ragazzi e ragazze per vincere la crisi raccontateci le vostre passioni»
La pedagogista Pina Tromellini vuole pubblicare un ebook con i testi scritti dagli adolescenti: «La scuola online aiuta a non smarrirsi ma da sola non basta»
REGGIO EMILIA.L’adolescenza è una fase dell’età evolutiva irrequieta e ribelle. Risate e pianti, innamoramenti e delusioni, relazioni, solitudini e curiosità. Soprattutto libertà onnipotenti.
Le Neuroscienze sostengono che il cervello dell’adolescente subisce un rallentamento anzi una decrescita; per poi ritornare a svilupparsi verso i diciotto anni, anche dopo, per alcuni. L’adolescente ora è maturo ora è infantile, prevaricatore e oppositivo molto spesso. Corre, aggredisce il mondo, scappa e ritorna, ricco di contraddizioni.
In questo periodo di grande costrizione penso che i ragazzi e le ragazze, dai 15 ai 18 anni, siano quelli a soffrire maggiormente. Gli abbiamo tolto la linfa vitale. Riconosco però che, dopo le prime lamentele “non ne posso più di stare qui dentro… e in bicicletta posso andare dal mio amico?” è subentrato in loro un saggio adattamento. Non hanno interesse a guardare, come noi adulti, le percentuali di ammalati e di morti per il Coronavirus o i pareri dei virologi. Si industriano a creare tane, per arrangiarsi a passare la giornata.
Chi legge, suona uno strumento, ascolta musica, guarda film, chatta con gli amici, porta in giro il cane; c’è anche chi cucina. Un’amica mi scrive che suo nipote, avanti con il pensiero e normalmente in movimento, in una videochiamata le ha mostrato la torta di mele fatta da lui, senza burro, con solo olio. Secondo una ricetta imparata da lei. E l’amica aggiunge, uno come lui, dal ciuffo ribelle che suona la chitarra e ti guarda a volte con uno sguardo provocatore. Penso che i ragazzi si siano rassegnati, in questo tragico momento, e siano in grado di fare emergere quei pochi strumenti affettuosi che gli abbiamo consegnato. Scarsi in verità, in quanto quello che sta succedendo non è certo colpa loro.
Nel mondo surreale in cui stanno vivendo, guai se non ci fosse la scuola; un appuntamento quotidiano che contiene i ragazzi e i loro smarrimenti. Non è questo il momento di discutere sulle innovazioni didattiche di cui c’è bisogno o di cosa la scuola con la S maiuscola dovrebbe trasmettere, per affascinare gli allievi. La privazione di un Maestro, di confronti costruttivi e di incontri con i compagni, lascia un vuoto incolmabile, anche in chi non ha una vocazione allo studio.
La scuola in questo momento si offre loro, perché non si perda lungo la strada ad ostacoli la continuità degli apprendimenti. Certamente la didattica a distanza è lacunosa: le connessioni sono mal funzionanti, le lezioni in videoconferenza vanno a sbalzi. La scuola ha dovuto inventarsi tecnologie mai usate prima, in alcuni casi. Interrogazioni e verifiche virtuali, pagine di argomenti da studiare e da stampare per chi magari non possiede una stampante. Si sa che il nostro Paese è arretrato dal punto di vista tecnologico.
Potrebbe andare meglio? Questa esperienza servirà per migliorare la scuola nel prossimo futuro?
Osservo che gli insegnanti si stanno impegnando, usando strumenti che magari conoscevano solo a titolo personale, per mantenere un filo di congiunzione e per fare comprendere ai ragazzi, demotivati e chiusi in casa, che debbono continuare a studiare, nonostante tutto. Altrimenti si sentirebbero ancora più disorientati, in una situazione di cui i grandi sono responsabili.
Per i ragazzi occorre fare di più, lo sento come necessità di cura, un passaggio di testimone. Perché in queste giornate di dolore, perdite e isolamento, occorre energia creativa per pulire la mente e non stare troppo male. Per tutto questo, come gruppo di lettura e scrittura autobiografica, DoRaTe, insieme alla biblioteca Rosta Nuova abbiamo ideato per ragazzi e ragazze dai 16 ai 20 anni, un percorso di scrittura autobiografica. Tema “Passioni, le parole che valgono”. Visibile su Facebook, Twitter, Instagram e sito di DoRaTe. Iscrizione entro il 31 maggio (per accedere velocemente alla scheda basta cliccare QUI), presentazione degli scritti entro la fine di agosto.
L’ebook, con gli scritti dei ragazzi e delle ragazze che avranno deciso di partecipare, uscirà alla fine dell’anno 2020, con la speranza di un loro coinvolgimento non virtuale. —
*pedagogista e scrittrice
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