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Reggio, ripartite 80 aziende Comer al lavoro a pieni giri

Enrico Lorenzo Tidona
Reggio, ripartite 80 aziende Comer al lavoro a pieni giri

Sono circa duemila i lavoratori rientrati con un tasso di presenza medio del 15% La fabbrica di Reggiolo richiama tutti: visita in sede e plauso del sindaco Angeli

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA

Alla Kohler-Lombardini di Reggio, su oltre 600 dipendenti, sono tornate al lavoro 30 persone, una decina invece alla Landini su altri 600 dipendenti, mentre alla Ognibene 30 rientri su 500 dipendenti. Sono alcuni dei numeri, per ora, tra le ottanta imprese metalmeccaniche della provincia di Reggio Emilia che lunedì mattina hanno riaperto una settimana prima rispetto a quanto previsto dal decreto che imponeva lo stop generalizzato anche alle imprese fino al 13 aprile.

Un fermo per tutte le attività produttive non essenziali, deciso il 22 marzo scorso dal Governo per far fronte all’epidemia da Covid 19.

Chi ha riaperto lo ha potuto fare per produzioni essenziali e in base a una deroga da richiedere alla Prefettura di Reggio, che ha portato a polemiche sindacali conseguenti in alcuni casi. Quello principale riguarda la Comer Industries, unica azienda tra quelle che hanno riaperto che ha richiamato il 100% della forza lavoro nella sede di Reggiolo (chiuse invece Pegnognaga e Cavriago). Circa 300 persone richiamate per produrre sistemi di trasmissione della potenza destinati al mercato della produzione elettrica e all’agricoltura.

Stando ai dati della Prefettura di Reggio sono salite a 1.400 le imprese che, oltre a quelle dei servizi essenziali, hanno inviato una comunicazione ritenendo di operare per le filiere autorizzate. Su tutte, i sindacati in questi giorni hanno chiesto di poter effettuare un esame incrociato con la Prefettura, per poter così evitare scorciatoie per chi volesse riaprire forzando la mano. «Io questa mattina c’ero alla Comer in mezzo agli operai a vedere come erano le condizioni di sicurezza sul lavoro e di gestione di questa emergenza – è stato il messaggio del sindaco di Reggiolo Roberto Angeli, presente lunedì mattina nella fabbrica dove ha scattato delle foto postandole sui social per tributare un plauso all’azienda che ha riaperto – Posso dire che ancora una volta sono rimasto sorpreso e che con l’impegno di tutti ce la si può fare! Questo è un esempio di un’organizzazione ben fatta di una possibile ripartenza. Personale tranquillo e in sicurezza. A tutti all’ingresso è stata provata la temperatura (compreso me) e poi mascherine a tutti e distanze di sicurezza oltre 5 metri. Quindi, in questo momento, di polemiche per andare sul giornale facciamo tutti senza. Cerchiamo invece ognuno nel suo piccolo di renderci responsabili per uscire il prima possibile da questa emergenza e tornare alla normalità». Una presa di posizione chiara e che sconfessa quella dei sindacati, che avevano lamentato anche l’assenza di comunicazioni da parte di Comer ai rappresentati di fabbrica. «C’è un tasso di presenza medio del 15% nelle aziende che hanno riaperto e nella stragrande maggioranza hanno consultato il sindacato e lasciato alla volontarietà il fatto di tornare al lavoro o meno – dice Simone Vecchi, segretario della Fiom di Reggio Emilia – Complessivamente contiamo circa 2mila persone che sono tornate in fabbrica. Ribadiamo che il confronto, in questo momento, è centrale per la tenuta sociale». —

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