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Rischio infiltrazioni, la polizia si mobilita «Aziende in ginocchio nel mirino dei clan»

Tiziano Soresina
Rischio infiltrazioni, la polizia si mobilita «Aziende in ginocchio nel mirino dei clan»

Una nota d’allerta inviata da Roma a tutte le Questure. Prospettati i settori più esposti e i possibili agganci con enti e politici

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Tiziano Soresina

REGGIO EMILIA

Gli appetiti della criminalità organizzata ai tempi cupi del Covid-19.

La ricerca del business infiltrandosi nell’economia, proprio approfittando del mondo produttivo in crisi a causa del ciclone abbattutosi con l’emergenza legata al Coronavirus. Segnali ve ne sarebbero a tal punto che da Roma – e specificatamente dalla Direzione centrale anticrimine – è stata inviata una nota d’allerta a tutte le Questure, il che crea un’indiscutibile fibrillazione anche a Reggio Emilia, in cui da tanti anni il radicamento ’ndranghetistico fa fior di loschi affari.

I vertici della Polizia di Stato sono a dir poco eloquenti nel documento diffuso: «L’impatto dell’attuale crisi sanitaria potrebbe esporre maggiormente imprenditori e commercianti delle varie categorie ai tentativi di “reclutamento” economico e di finanziamento illecito, con modalità di interposizione fittizia. Considerato che la crisi attuale – si rimarca nella nota del direttore centrale anticrimine Francesco Messina – porterà un deficit di liquidità, una profonda rimodulazione del mercato del lavoro, e il conseguente afflusso di ingenti finanziamenti pubblici, sia nazionali che comunitari».

Poi la sottolineatura che riguarda enti pubblici e politica: «L’attuale crisi potrebbe favorire sistematicamente il rapporto, con sistemi corruttivi tra mafie ed esponenti della pubblica amministrazione ed amministratori locali».

Ma l’analisi entra ancor più nel merito dei settori più esposti ai tentacoli mafiosi: «I settori della filiera agro-alimentare, delle infrastrutture sanitarie, della conseguente gestione di approvvigionamenti, specie di materiale medico, i comparti turistico-alberghiero e della ristorazione, i settori della distribuzione al dettaglio e della piccola e media impresa».

Indicazioni e sollecitazioni ad indagini mirate che abbiamo ritrovato – indirettamente – nelle parole usate dal questore Giuseppe Ferrari nell’annunciare l’entrata in servizio del nuovo funzionario (Federica De Simone) che svolge il tirocinio applicativo presso la Divisione Anticrimine.

Il numero uno della nostra Questura rimarca infatti – ampliando il discorso – come questa assegnazione alla Divisione Anticrimine sia « funzionale ad una attività di supporto alle azioni poste in essere dalla Divisione stessa, posto che l'attivazione delle misure di prevenzione, sia personali che patrimoniali, consente di realizzare una importante attività di prevenzione sul territorio ed impedisce ai destinatari di ottenere autorizzazioni, licenze ma soprattutto di contrarre con le pubbliche amministrazioni, favorendo un virtuosismo economico sul territorio, nell’attuale contesto emergenziale, che potrebbe risultare appetibile per le organizzazioni criminali, vieppiù solite operare nelle pieghe delle criticità sociali – conclude il questore di Reggio Emilia – e dedite a reinvestire flussi significativi di capitali, in diversi segmenti del tessuto produttivo e finanziario del Paese». —

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