Superati i trecento morti dall’inizio dell’epidemia
Altre 13 vittime e 49 contagiati in 24 ore, 17.825 i positivi in Emilia-Romagna
reggio emilia
Trecentoundici decessi. Più di quelli provocati dalle oltre 1.300 bombe lanciate su Reggio Emilia il 7 e 8 gennaio del 1944. Un bollettino di guerra drammatico, aggiornato giorno dopo giorno da quella Radio Londra contemporanea che è la video conferenza online di Sergio Venturi, commissario regionale per l’emergenza Coronavirus. E se complessivamente i numeri indicano un lento regredire del contagio, le vittime continuano a salire.
Tredici in più quelle reggiane. Alcune decedute fra le 12 di lunedì e le 12 di ieri, altre morte nei giorni scorsi ma ufficialmente attribuite al Coronavirus solo nelle ultime ore. Si tratta di undici donne e due uomini, fra gli 80 e i 90 anni. Tre di loro erano residenti a Reggio Emilia, tre a Correggio, due a Scandiano e gli altri a Campagnola (primo decesso in questo comune dall’inizio dell’epidemia), Casina, Guastalla, Luzzara e Montecchio. Solo sei, quindi, i Comuni che fortunatamente non contano ancora vittime fra i loro abitanti: Baiso, Canossa, Castelnovo Sotto, Rolo, Vetto e Viano.
Per quanto riguarda il numero dei contagiati, invece, l’incremento è sostanzialmente dimezzato rispetto a quello di lunedì: 49 i nuovi reggiani positivi al Covid su un totale di 3.230, fra i quali 34 in isolamento domiciliari (2.156 complessivamente) e 15 ricoverati (985 totali). Stabile invece il numero di pazienti in terapia intensiva, fermo a 73, mentre cresce anche il numero dei guariti: 281 nel complesso.
Sono invece 17.825 i casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 269 in più rispetto a lunedì, mentre sono 75.191 i test effettuati, 3.028 in più. Complessivamente sono 7.861 le persone in isolamento a casa (66 in più), 366 quelle ricoverate in terapia intensiva (6 in meno) e 3.750 i pazienti ricoverati negli altri reparti, ben 54 in meno.
Purtroppo, si registrano 73 nuovi decessi: 34 uomini e 38 donne, per i quali sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. Le nuove vittime erano residenti 13 in provincia di Piacenza, 14 in quella di Parma, 12 a di Modena, 11 a Bologna, 5 nella provincia di Forlì-Cesena (3 a Forlì), 3 a Ferrara e 2 a Rimini.
Continuano nel frattempo a salire le guarigioni, che raggiungono quota 2.597 (200 in più rispetto a lunedì), delle quali 1.545 riguardano persone clinicamente guarite e 1.052 persone risultate negative in due test consecutivi.
I casi di positività sul territorio regionale, esclusi i 49 nuovi reggiani, sono invece 2.953 a Piacenza (17 in più), 2.365 a Parma (48 in più), 2.758 a Modena ( 67 in più), a Bologna 2.334 (34 in più), 322 a Imola (5 in più), 522 a Ferrara (12 in più), 738 a Ravenna (10 in più), 1.034 a Forlì-Cesena e 1.584 a Rimini (9 in più).
Per la prima volta, visto il rallentamento del contagio in regione e la graduale dimissione dei malati, sono diminuiti i posti letto destinati esclusivamente ai pazienti Covid: 52 in meno su un totale di 5.144, riconvertiti per altre patologie.
Lunedì invece sono stati 831 i volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati contro il virus.
Le principali attività riguardano il supporto alle Ausl nel trasporto degenti con ambulanze, il trasporto campioni e la consegna dei farmaci, il supporto ai Comuni per le varie attività di assistenza alla popolazione, con un rilevante apporto degli scout Agesci (in totale 550) e la disinfezione e sanificazione dei mezzi di soccorso. —
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