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nuova denuncia 

Torna a fare danni l’indiano 39enne che in piazza seminò il panico

Ambra Prati
Torna a fare danni l’indiano 39enne che in piazza seminò il panico

Ram Sharan nel maggio scorso aggredì la Municipale Ora prende violentemente a calci la porta della Questura 

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REGGIO EMILIA

Ancora lui. Ram Sharan, l’indiano di 39 anni che quasi un anno fa aggredì due agenti della polizia municipale in piazza della Vittoria, è ricomparso: stavolta se l’è presa con l’ingresso della Questura, dove è stato necessario immobilizzare l’esagitato sospendendo per pochi minuti il ricevimento del pubblico. L’uomo si è rivelato una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: un soggetto psichiatrico dipendente dall’alcol, con alle spalle una sfilza di denunce, clandestino perché il precedente questore gli ha revocato il permesso di soggiorno. Eppure è ancora in città e l’ultima “impresa” gli è costata, oltre alla multa per inottemperanza del decreto Covid-19, l’ennesima denuncia per il reato di interruzione di pubblico servizio.

Sono le 18.55 di lunedì quando un poliziotto in servizio al corpo di guardia di viale Piave (l’ingresso della Questura sul retro, che affaccia sulla circonvallazione e che viene usato dalle auto di servizio per entrare ed uscire) segnala che un uomo straniero sta prendendo a calci la cancellata della Questura. Ad un certo punto l’uomo sembra essersi allontanato ma è solo un’impressione: pochi minuti dopo, evidentemente una volta fatto il giro dello stabile, si ripresenta all’ingresso di via Dante. Dove tenta di rompere la porta a vetri azionata dal piantone: a questo punto il poliziotto in servizio chiede aiuto a un equipaggio della Squadra Volante, che interviene riportando alla calma l’uomo.

Ma solo quando il soggetto viene accompagnato in ufficio si scopre che si tratta di Ram Sharan, protagonista del video diventato subito virale sul web, dell’agente trasformatosi in “domatore di leoni”. Era il 31 maggio del 2019 quando in una piazza della Vittoria gremita Ram Sharan, ubriaco, in mano un foglio di dimissioni dall’ospedale, ha iniziato a gridare prima di sputare contro l’auto di servizio della polizia municipale, poi strappare i tergiscristalli usandoli come arma. Uno dei due agenti in servizio, per difendersi, aveva afferrato una sedia di plastica dalla distesa di un bar e se ne era fatto scudo, riuscendo a trascinare a terra e a bloccare l’esagitato, sotto gli occhi di una folla formatasi sotto i portici.

Si è poi accertato che si trattava del 39enne indiano che solo il giorno precedente aveva scatenato un putiferio in zona stazione finendo all’ospedale ma schivando il ricovero coatto. Per l’aggressione di piazza della Vittoria Rashan aveva collezionato una sfilza di denunce (violenza, minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento aggravato). Sempre per quell’episodio, il 24 giugno scorso, la Questura gli aveva revocato il permesso di soggiorno (rinnovato per lavoro subordinato nel settore agricolo) in quanto persona «giudicata pericolosa per l’ordine e la sicurezza pubblica».

Ma non è finita qui. Dopo la revoca del permesso di soggiorno, il 17 gennaio scorso Rashan ha fatto irruzione nell’ufficio della polizia ferroviaria in piazzale Marconi, dove ha tentato di sfondare un vetro: di nuovo era stato denunciato per danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e minaccia, oltreché per immigrazione clandestina, non avendo più il permesso di soggiorno. Nemmeno l’Arma manca alla collezione del 39enne, che è stato condannato a 9 mesi per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e danneggiamento aggravato per aver preso a calci e pugni un’auto dei carabinieri il 16 luglio 2018 a Reggio. —



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