Conto corrente del Comune Sostegno a chi è in difficoltà
Detrazioni fiscali a chi dona somme di denaro. Il sindaco Angeli ringrazia volontari e associazioni impegnate nell’emergenza sanitaria
REGGIOLO
Il Comune di Reggiolo nei giorni scorsi ha aperto un nuovo conto corrente dove raccogliere fondi per la gestione dell’emergenza coronavirus. I fondi raccolti serviranno al sostegno delle famiglie in difficoltà a causa di questa emergenza e per dare nuovo impulso alle attività una volta riaperte. La solidarietà nella comunità reggiolese non manca, ma ora più che mai ce n’è fortemente bisogno. Per chi fosse interessato sono previste agevolazioni fiscali per le erogazioni liberali effettuate per finanziare interventi di contenimento e gestione dell’emergenza legata al coronavirus: alle persone fisiche ed enti non commerciali spetta una detrazione dall’imposta lorda (Irpef o Ires) del 30% per erogazioni liberali non superiori ai 30mila euro in favore di Stato, Regioni, enti locali territoriali, enti o istituzioni pubbliche, fondazioni o associazioni legalmente riconosciuti senza scopo di lucro; ai titolari del reddito d’impresa, le erogazioni liberali sono deducibili dal reddito d’impresa. Ai fini Irap, le erogazioni sono deducibili nello stesso esercizio in cui sono state effettuate. Soggetti beneficiari sono imprenditori individuali, le società e le persone commerciali (sns e sas), le società di capitali (spa, sapa e srl), gli enti commerciali, le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Iban: IT 44 Q 01030 66441 000003937004.
Nei giorni scorsi il sindaco Roberto Angeli ha ringraziato volontari e associazioni impegnate nell’emergenza sanitaria. «Sono tanti i volontari impegnati in questi giorni a Reggiolo per non farci sentire soli. Voglio ringraziarli di cuore a partire dalla Protezione civile che in questi giorni sta facendo il porta a porta delle mascherine, la Cri sempre pronta in questa emergenza sanitaria, tutti i giovani che si sono messi a disposizione per la consegna della spesa, la Pro loco che sta realizzando mascherine in stoffa, Auser che ci garantisce aperti ancora dei servizi essenziali e tantissime altre associazioni che nel loro piccolo ci fanno sentire parte di una comunità anche da casa». —
M.P.
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