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Fagioli bacchetta il Comune «Sbagliato l’aumento di tasse»

Fagioli bacchetta il Comune «Sbagliato l’aumento di tasse»

L’imprenditore propone una cabina di regia con maggioranza, opposizione e categorie economiche  «per far ripartire il paese»

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L’imprenditore Carlo Fagioli, che vive e ha la sede delle proprie attività a Sant'Ilario, interviene nel dibattito politico (lo scorso gennaio si è candidato nella lista civica di Bonaccini) sulle condizioni economiche del paese «ridotto in poco tempo a piccolo centro di periferia» e contro un ulteriore appesantimento della pressione fiscale, decisa dal Comune con l’aumento dell’addizionale Irpef, provvedimento che sarà approvato oggi in consiglio.

«Situazione – scrive Fagioli – che si è aggravata giorno dopo giorno e che ha messo a dura prova la tenuta sociale dell’intera comunità, accrescendo le preoccupazioni di tutti: dei cittadini che si vedono diminuire il valore delle proprie abitazioni, dei commercianti che in molti casi sono costretti a chiudere le attività depauperando il paese, e degli imprenditori, già soggetti al rispetto di una burocrazia soffocante e farraginosa, che ora non trovano adeguato sostegno nemmeno in quei luoghi che, con le loro aziende, contribuiscono a far crescere». Condizione peggiorata – sottolinea l’imprenditore – con i decreti per far fronte all’emergenza Covid-19 «ma da cui è necessario uscire – sostiene – per tornare a dare ossigeno a un territorio che non ha alcuna intenzione di arrendersi». «Per farlo – afferma Fagioli – occorre una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti – cittadini, commercianti, imprenditori e amministratori – per abbandonare prese di posizione arbitrarie che ostacolano la messa in campo di ciò di cui Sant’Ilario ha veramente bisogno: azioni e provvedimenti in grado di sostenere le famiglie e i lavoratori particolarmente colpiti da questa emergenza».

«Tutti i livelli istituzionali – scrive – invocano unità per costruire progetti concreti, in grado di rimettere in moto la macchina degli investimenti, creare lavoro, offrire incentivi e sostegno alle fasce sociali ed economiche più provate. Non è certo questo il momento dei protagonismi ed è utopistico pensare di riuscire a superare una crisi di tale portata aumentando il livello della pressione fiscale. Pertanto, al fine di rispondere alle crescenti preoccupazioni di tante famiglie – conclude – sarebbe utile istituire subito un tavolo permanente di lavoro, intorno al quale riunire i rappresentanti della maggioranza politica, delle opposizioni e delle principali categorie espressione del territorio, nel rispetto dei reciproci ruoli, per individuare strategie e soluzioni concrete e attuabili per superare l’attuale situazione di crisi. Arroccarsi su posizioni già superate dalla triste realtà dei fatti, infatti, non fa altro che dilaniare ed esacerbare gli animi e non risponde alle reali esigenze di una collettività già provata da anni di difficoltà. Difficoltà alle quali l'amministrazione comunale è tenuta a dare risposte condivise e non autoreferenziali, riconoscendo le palesi responsabilità della propria gestione passata, al fine di non reiterare gli errori che hanno generato l’attuale malcontento». —

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