La “spesa sospesa” dilaga e arriva in centro storico
Ieri mattina un gruppo di amiche ha allestito un “presidio” in Corso Garibaldi: «Abbiamo lasciato pasta, scatolette, un libro e dei pastelli»
REGGIO EMILIa
La “spesa sospesa” dilaga. Si moltiplicano i gruppi di reggiani che seguono l'esempio del soccorso alimentare offerto ai bisognosi nel Napoletano. Ieri mattina un gruppo di amiche residenti in centro storico ha collocato una bacinella e un cestino sotto la tendina dell’edicola chiusa di corso Garibaldi, affiggendovi dei cartelli per spiegare le modalità dell’iniziativa: chiunque vi può depositare generi di prima necessità a lunga conservazione a disposizione di chi, non potendo comprarli, è autorizzato a prelevarli nei limiti delle sue necessità. «Noi – spiega una delle promotrici – vi avevamo lasciato pacchi di pasta, scatolette, un libro per bambini e pastelli. All'una abbiamo visto che queste cose erano state prese e s'erano aggiunte donazioni di altre cibarie, auricolari per ascoltare la musica e un paio di scarpe. Ci ripromettevamo di coprire il tutto di notte con un telo per difenderlo dai topi. È un'iniziativa che può giovare agli altri e ci fa sentire bene. La vicinanza del supermercato Coop 1 ne agevola lo svolgimento. Invitiamo le persone interessate a non formare gli assembramenti che sono vietati dai decreti». Il primo contenitore di spesa sospesa era stato piazzato dal comitato Ascoltare Santa Croce in via Adua all'esterno di una tabaccheria. L’idea era stata lanciata fra sabato e domenica tramite le reti di comunicazione sociale. Quindi è stata concretizzata anche al Gattaglio e a Santa Croce. Il sindaco Luca Vecchi elogia sul suo profilo Facebook «il cuore grande dei reggiani»: «È una forma di solidarietà spontanea e di quartiere, un bel modo per continuare a essere comunità anche nel tempo difficile che stiamo vivendo». —
L.S.
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