Lavori nel seminario Ospiterà 2000 studenti
L’architetto, presidente del Comitato, è ottimista Punta alla festa di San Prospero come data inaugurale
mauro severi*
Nel clima generale di forte preoccupazione, l’appello del nostro vescovo invita ad aprire la speranza ad un nuovo futuro. Un modo per riconfermare quella collaborazione tra pubblico e privato che tanti singolari e positivi risultati ha già dato alla nostra città. La testimonianza di solidarietà e altruismo del nostro personale sanitario, dei nostri medici, dei volontari e il lavoro delle associazioni per il volontariato e all’assistenza alle categorie più fragili ne sono la prova. La preoccupazione per la persona, per il lavoro, vede nell’appello del Vescovo un richiamo ad un impegno per una sfida epocale a cui dobbiamo prepararci con competenza e altruismo.
Abbiamo tutti il dovere di servire la nostra Comunità, come professionisti, imprenditori o cittadini. I grandi cantieri di restauro realizzati a Reggio, dalla basilica della Ghiara, alla cattedrale, al duomo di Guastalla sono solo alcuni esempi della collaborazione tra istituzioni pubbliche e privati a cui possiamo aggiungere altri casi nei vari paesi della provincia soprattutto in occasione del post-terremoto.
Una dimostrazione della coscienza sociale delle nostre Comunità.
Nel 2018 il vescovo fece alle istituzioni locali la proposta di trasformare il seminario vescovile in sede universitaria. Il sì delle istituzioni, di decine di imprenditori, liberi professionisti e cittadini stanno rendendo possibile quello che venne definito una utopia.
Il 29 aprile 2019, anniversario del primo miracolo della Madonna della Ghiara, il cantiere è stato aperto con l’obiettivo di inaugurarlo per San Prospero del 2020.
L’operazione è complessa, ma sta andando avanti in collaborazione con Unimore che potrà ottenere spazi per oltre duemila studenti. La riorganizzazione delle sedi universitarie reggiane permetterà di rispondere proprio a quelle esigenze e attese delle nostre imprese che l’attuale situazione rende ancora più pressante.
Il cantiere è attualmente sospeso, ipotizziamo la ripresa con tutte le precauzioni e sicurezze, per la fine di aprile, ma la posa dei pavimenti è completata per il settanta per cento, gli impianti tecnologici vari compreso quello elettrico e meccanico sono già tutti installati.
La consegna degli spazi interni del lotto A (con lotto A intendiamo gli spazi aule e laboratori per Unimore corrispondente alla prima ala su viale Timavo) avverrà a fine settembre. Questo significa che l’Università di Modena e Reggio potrà iniziare gli allestimenti e l’arredo delle aule da quella data.
Dobbiamo essere fieri dell’operazione, un sentito ringraziamento va ai sostenitori finanziari del Comitato e a tutti i tecnici e alle maestranze impegnate e consapevoli dell’importanza dell’opera che stanno realizzando per il futuro della nostra società.
In queste settimane, contrassegnate dall’ansia per il coronavirus, il Comitato ha ricevuto oltre duecentocinquantamila euro di nuovi contributi. Prova che gli imprenditori e cittadini credono nel futuro e riconoscono l’importanza dell’operazione che garantisce e qualifica la qualità della formazione tecnica e culturale delle nuove generazioni.
Stiamo lavorando per far partire il secondo e ultimo lotto, quello dello studentato. Oltre 10mila metri che andranno a completare il recupero delle due ali del nuovo Polo Universitario. —
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