Oggi a Parma le nozze dei medici in prima linea nella guerra al Covid-19
REGGIO EMILIA
Si sposeranno oggi. Non perché affezionati a questa data o desiderosi di una cerimonia fuori dagli schemi, ma perché per loro sposarsi, e farlo adesso, è fondamentale. Sono due medici. Lui lavora al Maggiore di Parma. Lei all’ospedale di Guastalla. Entrambi, ogni giorno, vanno e vengono dai reparti Covid allestiti in entrambi gli ospedali. Hanno due bimbi piccoli, ed è per loro che vogliono sposarsi. Vogliono che siano tutelati dalla legge, nel caso in cui a uno dei due, o a tutti e due, succedesse qualcosa di brutto. Se c’è una lezione che questa pandemia ci sta insegnando, è che dietro mascherine e visiere, sotto camici e guanti, ci sono donne e uomini che lottano contro il Coronavirus senza rinunciare alla loro umanità. E così i due medici-eroi invece di tirarsi indietro dai rischi del proprio lavoro, tra un turno – infinito – e l’altro, hanno deciso di scrivere una mail a Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, città in cui vivono, chiedendogli la possibilità di sposarsi. E di farlo nel più breve tempo possibile. «Hanno scritto nel momento in cui l’emergenza si è aggravata – spiega Pizzarotti – quando ogni giorno aumentava esponenzialmente il numero di contagiati. Chiedevano di sposarsi perché, essendo medici, si sentivano più in pericolo di altri. Hanno specificato di volerlo fare per i loro figli, per tutelarli nel caso in cui dovesse capitare loro qualcosa». Senza pensarci due volte Pizzarotti ha accettato: «Mi sembrava giusto anche per tutto quello che loro due, e i medici come loro, fanno ogni giorno per noi, lottando in prima linea contro questo virus. Un modo per esprimere la mia, la nostra gratitudine. Ovviamente – precisa – saranno rispettate tutte le misure di sicurezza». —
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