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«A Reggio siete in buone mani però per Pasqua restate a casa»

l. g.
«A Reggio siete in buone mani però per Pasqua restate a casa»

Il commissario regionale per l’emergenza si rivolge ai reggiani «Non dovete preoccuparvi, ma ci sarà da soffrire ancora per un po’» 

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l’inervento

«Non c’è da preoccuparsi, i reggiani possono stare tranquilli, il numero dei positivi così alto dipende da quanti tamponi facciamo. E a Reggio riusciamo a farne di più». A dirlo, cercando di rassicurare le numerose preoccupazioni di tanti reggiani, è lo stesso commissario regionale ad acta, Sergio Venturi, durante il consueto video messaggio su Facebook di ieri pomeriggio .

A Reggio Emilia, ha proseguito Venturi, «aggrediamo il virus fuori dagli ospedali e più positivi troviamo meglio è. Così li seguiamo e diamo loro una terapia che stiamo sperimentando in molti punti della regione».

Insomma, continua il commissario, «non dobbiamo avere alcun timore, la cosa che conta è che abbiamo una riduzione significativa dei ricoveri ospedalieri in terapia intensiva e negli altri reparti, negli ospedali reggiani si sono liberati oltre cento posti letto. La malattia si presenta con un quadro clinico molto più leggero ed è giusto che troviamo le persone con sintomi più lievi prima che ci siano delle complicazioni. A Reggio siete in ottime mani».

Nonostante la situazione complessivamente migliori, Venturi invita però a non abbassare la guardia: «Non ci vogliamo trovare di nuovo in condizioni quasi inaffrontabili quindi passate Pasqua e Pasquetta nelle vostre case. Sperando che presto possiamo cominciare una riapertura scaglionata a iniziare dal tessuto produttivo, che è necessario riattivare al più presto per la ripresa dell’economia. Ancora per un po’ ci sarà da soffrire, ma ci avviciniamo allo spegnimento dell’emergenza».

A confermarlo sono anche i dati regionali, ancora in crescita ma in misura sempre minore di giorno in giorno. Stando ai dati di ieri, sono 18.677 i casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 443 in più rispetto a mercoledì.

Continuano nel frattempo a salire le guarigioni, che raggiungono quota 3.103 (213 in più) ma, purtroppo, si registrano anche 82 nuovi decessi: 45 uomini e 37 donne. —

l. g.

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