«A soli ventisei anni lottò per garantire famiglia e sentimenti»
Nilde Iotti me la presentò la tv: noi bambine si doveva provare a stare in silenzio durante il TG1, perché il papà o il nonno volevano ascoltare cosa stesse accadendo. In quegli anni erano tanti i nomi della politica italiana che riempivano lo schermo, ma le donne erano poche, pochissime. E su tutte svettava lei, la Presidente della Camera. Ne ricordo la bellezza; si distingueva dagli uomini ripresi nell’emiciclo – tutti più o meno uguali nei loro completi grigi e blu – per l’innata eleganza, sottolineata da dettagli mai banali, fosse una collana, un fermaglio per capelli, il rossetto. E poi quel timbro di voce fermo e chiaro. Non fu un caso che la prima a parlarmi orgogliosa del ruolo di Nilde Iotti e della sua provenienza reggiana fu la nonna, e oggi dico che lo fece con la consapevolezza di raccontare la storia di una donna che rappresentava il percorso di tante altre.
Ho avuto l’onore di sentir raccontare più volte il pensiero e le azioni di Nilde Iotti dalle sue amiche: Loretta Giaroni, Ione Bartoli ed Eletta Bertani, con quell’orgoglio e rispetto che si tributa alla persone che hanno fatto cose grandi per gli altri. Quel suo saper essere donna di Stato e delle istituzioni, senza perdere di vista il valore del suo pensiero di parte nel rispetto di tutte le parti, e senza dimenticare l’autonomia delle proprie opinioni.
Nilde Iotti ha ancora tanto da insegnarci. Penso al suo intervento sulla famiglia nella fase costituente nell’ottobre del ‘46: “È necessario occuparsi nella Costituzione della famiglia. S’impone infatti anche in questo campo un’opera di svecchiamento e rinnovamento democratico”. A 26 anni lottò per dare rilevanza politica e giuridica ai sentimenti delle persone, con l’impulso che a quella età si ha “per svecchiare” e al tempo stesso con la lucidità che intuisce il ruolo dello Stato di farsi garante dei diritti individuali e famigliari attraverso la Carta costituente. Un’intuizione attuale e potente, a più di 70 anni di distanza. —
Valeria Montanari
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