Diciotto anziani positivi su quaranta all’Oasi San Francesco di Cereggio
Dieci dipendenti in malattia e due di loro hanno il virus Il sindaco Antonio Manari «L’Ausl riferisce che per ora le condizioni non preoccupano»
Jacopo Della Porta
VENTASSO
Mercoledì l’Ausl ha comunicato 13 nuovi contagiati a Ventasso. Un dato molto alto che ha subito spinto il sindaco Antonio Manari ad attivarsi per verificare se vi fosse qualche focolaio in corso. «Ho subito pensato alla struttura per anziani Oasi di San Francesco di Cereggio dove sapevo vi erano stati dei casi – dice il primo cittadino – Dalle verifiche è emerso che lunedì erano stati effettuati dei tamponi, perché otto pazienti avevano la febbre da un po’, e ora sono arrivati i risultati. Dei 13 nuovi casi segnalati mercoledì, 12 riguardano infatti la struttura per anziani».
Nel territorio di Ventasso ci sono altre due strutture, che risultano però immuni dal contagio. Una situazione che conferma l’andamento provinciale: tutti i distretti hanno case di riposo con positività, ma all’interno di ogni distretto la situazione è a macchia di leopardo.
L’Oasi ospita 42 ospiti, 18 dei quali risultano positivi al Coronavirus. Dieci dipendenti su circa 40 sono a casa in malattia, e due di loro sono positivi. A Ventasso i positivi sono in tutto 51, il 30% dei quali riguardano la struttura di Cereggio (dove almeno un decesso è avvenuto per il virus).
«Già da alcuni giorni diversi ospiti ed alcuni operatori avevano presentato febbre – dice ancora il sindaco – In tutte le persone la terapia specifica era comunque stata iniziata già dai primi sintomi per cui la conferma diagnostica del tampone non ha modificato, di fatto, la situazione nota. L’azienda Ausl mi informa anche che il livello di gravità delle persone febbrili non è, al momento, particolarmente preoccupante, anche se si tratta, nella maggioranza dei casi, di persone molto avanti con gli anni. Il distretto sanitario di Castelnovo Monti è in supporto alla struttura (dove ci sono sei letti accreditati) con il medico geriatra (che è affiancato dal medico di base) e con la coordinatrice infermieristica».
La struttura è sotto pressione a causa dei tanti operatori malati. «Vorrei approfittare per segnalare alla comunità il lavoro encomiabile ed altruistico che quotidianamente viene svolto nelle Rsa, al pari degli ospedali e degli ambulatori medici territoriali e che impone turni ed orari di lavoro particolarmente gravosi. Per non parlare dei volontari delle croci che stanno svolgendo un servizio indispensabile alla popolazione. Di questo credo che tutti noi dobbiamo essere, da un lato orgogliosi, e dall’altro grati agli operatori ed ai volontari».
Da più parti si è intervenuto per risolvere il problema dei dipendenti in malattia. «Personalmente continuo a chiamare degli operatori per trovarne qualcuna disponibile ma non è facile convincere qualcuno a prendere servizio in queste strutture in questo momento. Alcuni dipendenti malati dovrebbero comunque tornare al lavoro la prossima settimana». —
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