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welfare e salute 

Distribuite le prime mascherine gratuite della Regione

Luca Giuseppe Murrone

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REGGIO EMILIA

Sono diverse le procedure adottate dalla Regione Emilia-Romagna per cercare di fronteggiare l’espansione del Coronavirus, fra le quali anche la donazione di oltre 2 milioni di mascherine ai propri cittadini. Un gesto che si unisce a un’altra misura straordinaria – dal punto di vista economico – che vede il riconoscimento di mille euro in più a chi lavora nella sanità regionale.

Dei circa 2 milioni di mascherine 239 mila sono destinate a Reggio e agli altri 41 Comuni della provincia. I rifornimenti sono arrivati già nella giornata di mercoledì alla sede della Protezione Civile reggiana in via del Chionso che si è occupata di distribuirli, in base anche ai numeri di residenti, nei Comuni reggiani. «Sono state date delle linee guida generali dalla Regione – spiega la responsabile della Protezione civile di Reggio, Federica Manenti – e ogni sindaco della provincia si muoverà in autonomia anche con il supporto dei nostri volontari».

Una volta arrivate nei diversi municipi, ora i sindaci si stanno muovendo per capire le procedure più idonee e sicure di distribuzione del materiale alla cittadinanza seguendo, appunto, le linee guida predisposte dalla Regione insieme all’Anci regionale, Associazione comuni e l’Unione province italiane.

Queste mascherine, consegnate in pacchi da 50 dispositivi, vanno imbustate singolarmente con una procedura in grado di garantire la massima sicurezza. I Comuni si impegneranno a donarle alla popolazione seguendo principalmente due criteri di distribuzione. Per i Comuni più popolosi – quale è appunto Reggio, ad esempio – si può adottare la ridistribuzione selettiva che prevede l’individuazione dei luoghi più frequentati (ad esempio grande e media distribuzione, negozi e attività commerciali aperte, farmacie, uffici postali, case della salute, associazioni di volontariato) e una selezione con la donazione alla cosiddetta fascia più a rischio della popolazione.

Molti Comuni delle nostra provincia, invece, hanno optato per il secondo criterio: il porta a porta. È chiaro che non è prevista la distribuzione di una mascherina ad abitante, in quanto il numero dei dispositivi forniti dalla Regione per la nostra provincia è circa la metà in meno rispetto al numero di abitanti.

In questi casi entrerà in gioco una macchina solidale, promossa dalle diverse amministrazioni con il supporto di numerose associazioni oltre alle diverse donazioni di piccole e medie imprese, con la quale si garantirà la distribuzione, casa per casa, di almeno due mascherine per nucleo familiare.

È quanto accaduto ad Albinea, uno dei primi Comuni della nostra provincia a muoversi, già nella giornata di ieri, con la distribuzione casa per casa grazie al lavoro dei volontari della protezione civile locale.

E in queste ore anche tutte le altre amministrazioni stanno adottando le misure più idonee per garantire la consegna a domicilio delle mascherine, anche con il supporto di numerose associazioni di volontariato presenti sul territorio come, ad esempio, l’Associazione nazionale carabinieri.

Proprio i carabinieri in congedo a Rubiera, nella scorsa settimana, hanno consegnato casa per casa circa 14mila mascherine donate da Gucci. E ora il sindaco, Emanuele Cavallaro, per utilizzare al meglio le 6mila mascherine che la Regione ha donato alla “Città del forte” sta pensando di adottare per le prossime settimane una distribuzione verticale a domicilio su prenotazione per le categorie deboli e un drive- trough (con consegna senza scendere dall’auto) con l’individuazione di un punto strategico nei pressi dei supermercati. —

Luca Giuseppe Murrone

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