La Croce Azzurra perde quattro volontari:«La loro morte lascia un grande vuoto»
Poviglio, vittime chi del Covid chi delle patologie con cui combatteva da tempo. Il ricordo commosso del presidente Sanfelici
POVIGLIO. Le ultime settimane hanno visto, in ogni paese, la perdita di tantissime persone. Le conseguenze del Covid-19 si sono unite ai problemi di salute già presenti e alto si è rivelato il prezzo da pagare, in termini di vite umane. Lo sanno bene le associazioni di volontariato, che hanno visto notevolmente ridotta la propria forza, a causa di questi lutti: in particolare la Croce Azzurra di Poviglio, Brescello e Boretto, che negli ultimi tempi si è vista costretta a salutare ben quattro figure storiche della propria squadra.
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IL SALUTO. «A nome mio personale e in rappresentanza di tutti i volontari, dipendenti e ragazzi del servizio civile della Croce Azzurra – scrive il presidente Claudio Sanfelici – ci stringiamo ai famigliari nel dolore per la scomparsa, oltre ad Ariosto Bertani, anche di Rosanna Coelli, Redento Ligabue e Umberto Caleffi, che ci hanno lasciati nei giorni e settimane scorse». «Li abbiamo accompagnati in vita, nel loro ultimo viaggio, abbiamo atteso con speranza buone notizie, come avvenuto per altri, ma per loro non è successo – confida – la loro scomparsa ci colpisce molto e crea un vuoto all’interno dell’associazione, la loro presenza oltre ai turni di servizio era quasi quotidiana, per un caffè, due chiacchiere, una letta al giornale».
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CHI ERANO. Tutti erano volontari che prestavano servizio da lungo tempo. «Ariosto, 72 anni – aggiunge Sanfelici – è entrato in associazione nel 2003, e da allora è stato presente quasi tutti i giorni, svolgeva i servizi al mattino presto, quando smontavi da notte, lui era già lì, in sede, pronto a partire. Chi ha avuto anziani che andavano al centro diurno di Poviglio, sicuramente lo ha visto spesso. Rosanna, 71 anni, faceva la centralinista, era in associazione da circa 15 anni, svolgeva il servizio in modo attento scrupoloso, sempre disponibile, il giretto in sede ogni giorno non mancava mai, per due chiacchiere, una letta al giornale, un caffè in compagnia». «Redento, 74 anni – va avanti il presidente – è stato uno dei fondatori dell’associazione: entrato nel 1981, oltre ai turni, ha sempre curato la manutenzione dei nostri mezzi, sempre efficienti, non perché di mestiere ha fatto il meccanico, ma per pura passione e dedizione alla Croce Azzurra, è lo ha fatto fino all’ultimo, anche prima del suo ricovero e nonostante i problemi di salute, non poteva mancare di dare una mano e fare il suo giro in officina con un mezzo bisognoso di cure. Anche Umberto, 81 anni, è stato un socio fondatore: entrato nel 1981, era una persona solare, sempre con il sorriso, disponibile ogni volta che c’è stato bisogno. Una battuta per tutti, sempre pronto a scherzare, il suo giretto in sede “a vedere chi c’è” non è mai mancato e per abituarci della sua assenza ci vorrà del tempo».
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IL RINGRAZIAMENTO. «Vogliamo ricordare così i nostri volontari – conclude il presidente nel suo messaggio di addio ai suoi quattro volontari – i nostri “ragazzi”, perché chi viene in Croce, nonostante l’età, ha un animo giovane. Non abbiamo potuto accompagnarli nel loro ultimo viaggio, scortarli con le nostre ambulanze, con le nostre divise arancioni, accendere le sirene per l’ultimo addio, come era giusto fare, ma lo faremo, speriamo presto, appena si potrà». Purtroppo anche questa è conseguenza dell’emergenza.
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