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Prima causa civile definita via web ai tempi del Covid-19

Tiziano Soresina
Prima causa civile definita via web ai tempi del Covid-19

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Tiziano Soresina

REGGIO EMILIA

Definita ieri mattina nel foro reggiano la prima causa civile via web che, come materia e carattere d’urgenza, rientra fra le disposizioni del decreto governativo recepite dal nostro tribunale. L’alveo in cui scorre questo procedimento in videochiamata è quello delle obbligazioni alimentari e quelle di separazione con richiesta di assegni di mantenimento al coniuge e ai figli.

A monte l’illustrazione della situazione al giudice Francesco Parisoli (dal 2017 presidente della sezione civile) da parte dell’avvocatessa Sarah Casarini, tramite una serie di istanze. Stiamo parlando di una coppia entrata talmente in crisi che a febbraio ha chiuso il rapporto coniugale attraverso una separazione giudiziale che prevede – nella sentenza – 700 euro di mantenimento da versare ogni mese dall’ex marito (è un operaio 52enne) all’ex moglie (disoccupata di 54 anni) e alla figlia minorenne. Ma nel frattempo l’operaio è stato licenziato, da qui il mancato pagamento del mantenimento. La 54enne si è quindi nuovamente rivolta al legale. Ottenuto il gratuito patrocinio per poter agire legalmente, è iniziato l’iter per cercare di recuperare i soldi del mantenimento. Una situazione di difficoltà economica che non poteva attendere l’udienza a giugno come fissato in prima battuta dal giudice civile che, a fronte di un’ulteriore istanza dell’avvocato Casarini, ha ora riconosciuto l’urgenza legata alla vicenda. E le parti hanno usufruito dall’apposito programma di videochiamata previsto in questi casi: il giudice Parisoli ha affrontato il caso nel suo ufficio (dove abitualmente si tengono le udienze di separazione coniugale) collegato con il suo pc a quello dell’avvocatessa Casarini che lavora in smart working da casa. Il tutto si è svolto nella massima efficienza informatica (audio e telecamera) così che in una decina di minuti il magistrato giudicante ha emesso il provvedimento con cui obbliga il datore di lavoro dell’operaio al versamento a madre e figlia sia dei 700 euro mensili tratti dall’ultima busta paga, sia una quota del trattamento di fine rapporto (Tfr) legato al licenziamento.

«L’udienza civile in videochiamata è davvero un’importante novità – commenta l’avvocatessa Casarini – e soprattutto è una concreta possibilità che viene data ai cittadini per far valere i propri diritti, lavorando in sicurezza, anche in un periodo difficile come questo di emergenza da pandemia. Il tribunale di Reggio Emilia si è dimostrato davvero efficiente». —

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