Alla Bernolda partiti i lavori per pulire l’area “ex Mabo”
Novellara, da tempo in stato di abbandono, è diventata una sorta di discarica a cielo aperto. Frequenti le incursioni dei ladri. Il sindaco Carletti: «Ora la zona sarà più sicura»
NOVELLARA . È in corso la pulizia straordinaria dell’area industriale “ex Mabo” in località Bernolda, sulla strada provinciale che collega Novellara a Reggiolo. Si tratta di una grande area, a ridosso delle abitazioni della frazione, con capannoni, palazzina adibita a uffici e ampi cortili.Da anni si trova in stato di abbandono, in mano al curatore fallimentare, dopo il crack della ditta di prefabbricati Mabo e della successiva bancarotta di una società che usava l’area come centro di raccolta per il recupero dei rifiuti in legno.
La rimozione di tutti i materiali rimasti in loco dopo il fallimento è stata resa possibile da un accordo raggiunto tra Sabar, che sta eseguendo i lavori di sgombero, e i referenti del fallimento.Per il sindaco Elena Carletti «si tratta di un traguardo importante, perché da anni la cittadinanza della Bernolda lamentava questi cumuli di legname e materiali. Credo che questa iniziativa di pulizia sia particolarmente importante per restituire vivibilità e sicurezza alla zona».
Lo stato di degrado dell’area non era passato inosservato nemmeno a ladri e vandali, tanto che in diverse occasioni, malviventi erano entrati nei capannoni per rubare soprattutto i cavi di rame degli impianti. Rimane comunque aperta la questione sul futuro dell’area, di come eventualmente riutilizzare i capannoni in disuso. I piani dell’amministrazione comunale novellarese prevedono anche la realizzazione di un parco pubblico attorno a preesistenti buche da pesca dietro la chiesa (è già iniziata la piantumazione di alcuni alberi), e la messa in sicurezza della fermata dell’autobus, sulla trafficata strada provinciale.
Lo scultore e falegname Silvano De Pietri, che abita in una casa confinante con l’area, conferma il disagio che lo stato di abbandono dei materiali arrecava alla comunità: «Quelle montagne di roba, tra cui molta legna marcia, deturpavano l’ambiente, non erano igienici, attraevano animali selvatici e in estate puzzavano. Risolto questo problema, tuttavia mi sento di segnalare che nella parte della frazione che si trova in Comune di Campagnola, molto vicino alle abitazioni, esistono ancora vecchie stalle in disuso con coperture in eternit. È pur vero che l’amministrazione comunale di Campagnola ha già iniziato la bonifica, ma da molti mesi i lavori sono fermi. Rimangono da togliere le lastre di eternit più deteriorate, quelle che fanno più danni alla salute», denuncia De Pietri.
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