I contagiati arrivano a quota 3.645 Altri 9 morti, ma salgono i guariti
Ancora a tripla cifra la crescita dei positivi in provincia, da giorni nessun ricoverato in terapia intensiva
reggio emilia
Ricostruzione. È questo il termine utilizzato ieri dal commissario regionale per l’emergenza, Sergio Venturi, per parlare del post contagio. Una parola da tempi di guerra, una parola che rievoca i periodi difficili che seguono un terremoto. Ed effettivamente l’epidemia ha, e avrà, effetti drammatici del tutto simili. A partire dalla conta dei morti, che si aggiorna di giorno in giorno e che affolla sempre più le pagine di questo e altri giornali e i necrologi di familiari che non hanno nemmeno più il diritto di piangere i propri cari.
Sono nove i reggiani deceduti fra le 12 di giovedì e le 12 di ieri, ben 342 quelli morti da quando in provincia si sono iniziati a fare i tamponi. Si tratta di quattro donne e cinque uomini fra i 50 e i 90 anni: tre residenti a Reggio Emilia, due a Casalgrande, due a Correggio, uno a Campagnola e uno a Boretto. Complessivamente in Emilia-Romagna si registrano invece 81 nuovi decessi, 47 uomini e 34 donne. Oltre alle vittime reggiane, si tratta di 14 residenti a Piacenza, 19 a Parma, 10 a Modena, 13 a Bologna, 3 a Ferrara, 8 a Forlì e 5 a Rimini.
Sale anche il numero di contagi, ormai da diversi giorni primo in regione sia per quantità complessiva di positivi che per percentuale di incremento. Sono 125 i nuovi reggiani infettati dal Coronavirus su un totale di 3.645. Ma, anche nella difficoltà, c’è un lato positivo: continuano a non esserci ricoverati in terapia intensiva, stabili da tempo a 73 pazienti. Ad aumentare sono anche i guariti, che arrivano a quota 321. Sempre più vicini ai 20mila invece (19.128, con un incremento di 451 casi) i positivi in tutta l’Emilia-Romagna.
Sempre Reggio Emilia è, negli ultimi giorni, protagonista delle quotidiane e ormai famose dirette Facebook di Venturi. Ed è stato così anche ieri: quasi un terzo del video messaggio, infatti, è stato dedicato alle domande poste al commissario da Damiano, un ragazzo reggiano affetto da disabilità.
«Damiano mi chiede se questo virus sia sensibile alle alte temperatura – uno degli argomenti a cui ha risposto Venturi – io dico che ce lo auguriamo tutti. Qualcuno ha fatto studi empirici valutando le nazioni afflitte dall’epidemia, altri le temperature medie, ma se così fosse vorrebbe dire che nell’estate ce ne libereremmo. E che, se dovesse arrivare seconda ondata in autunno, avremmo molte più informazioni e saremmo attrezzati. Non lo aspettiamo più in ospedale ma facciamo come hanno fatto in Corea, lo affrontiamo nelle case e nelle comunità, lo andiamo a prendere».
Prosegue intanto l’immenso lavoro svolto non solo dal personale sanitario, ma anche dai volontari reggiani. Protezione civile della città, Gruppo volontari di protezione civile Città del Tricolore, Guardie ecologiche volontarie e Associazione Nazionale alpini di Reggio sono, da inizio emergenza, impegnate nelle attività di aiuto alla popolazione reggiana in vari servizi come la mensa Caritas, i servizi igienici per i senza dimora e la distribuzione di mascherine della Regione. —
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