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Il Cristo di don Camillo in processione solitaria

. ; ANDREA VACCARI
Il Cristo di don Camillo in processione solitaria

In tempi di Covid-19 solo don Evandro Gherardi, assieme a un chierico, ha percorso le stazioni di una via crucis-lampo trasmessa in diretta Facebook

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In solitaria, ridotta e in diretta su Facebook. In tempi di Covid-19, si è svolta così, ieri pomeriggio, la processione del Venerdì Santo a Brescello, dove il parroco don Evandro Gherardi – sul sagrato della chiesa di Santa Maria Nascente – ha prima benedetto il Cristo “parlante” di Don Camillo, poi gli ha fatto percorrere una breve processione intorno alla piazza. L’evento, come di consuetudine, ha richiamato molto pubblico (online), con centinaia di visualizzazioni in diretta – circa duemila complessive – e ha visto il parroco brescellese iniziare il rito al suono delle campane, alle 15, con la benedizione del crocefisso.

Coadiuvato da un chierico, il parroco brescellese ha pregato per le vittime della pandemia, per i malati e per i loro famigliari. Poi ha sollevato il Cristo e ha effettuato sei “fermate” – anziché le 14 abituali della Via Crucis – in prossimità degli incroci che delimitano la piazza sulla quale sorge la chiesa, recitando una preghiera ad ogni sosta. In tutto, il rito è durato meno di mezz’ora.

Come per ogni appuntamento che richiama il nome di Don Camillo, anche in questa occasione non sono mancati fotografi e cineoperatori che hanno documentato la cerimonia. Per l’occasione si è mossa anche la Rai, che ha raggiunto don Gherardi al termine della processione.

È la seconda volta che il crocefisso esce dalla chiesa da quando è scoppiata l’emergenza legata al Coronavirus. Pochi giorni fa don Evandro aveva provveduto a collocare il Cristo ligneo sul sagrato a “protezione” del paese, nel momento in cui il contagio stava toccando il massimo della sua diffusione. Il crocefisso – definito “parlante” perché, nelle opere di Guareschi e nei film, Gesù colloquiava con Don Camillo – si trova solitamente nella cappelletta laterale a sinistra dell’ingresso della chiesa. L’opera fu realizzata appositamente per le riprese cinematografiche, è alta 165 centimetri senza la croce e pesa 13 chili. Dal 1970, anno dell’ultimo film della saga, l’incompiuto “Don Camillo e i giovani d’oggi”, è sempre rimasto in chiesa, fino al 2013, quando fu proprio Don Evandro Gherardi a farlo uscire in occasione della processione settembrina, da lui stesso introdotta per chiedere a Dio clemenza negli eventi climatici e naturali. —

ANDREA VACCARI

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