«Le nostre realtà sono diverse ma dobbiamo stare attenti»
CARPINETI
Pensa alla configurazione del territorio, che già in passato ha aiutato a evitare contagi massicci, il sindaco di Carpineti Tiziano Borghi. «Le nostre realtà, pur affacciate anche su altri versanti, non sono proprio coinvolte nelle zone di confine con le altre province, dove i contatti e i movimenti sono molti, anche per la presenza di distretti produttivi molto vasti e collegati fra di loro», ragiona. «Anche in passato, torno col pensiero alla peste del 1600, a Carpineti non vi furono praticamente contagi, perché era un territorio isolato in cui arrivavano poche persone e c’erano poche possibilità di trasmissione. Ovviamente adesso parliamo di tutt’altro mondo, i collegamenti e i contatti ci sono qui come altrove, ma rispetto ad altre aree forse c’è un impatto minore», aggiunge. Sul territorio, Borghi vuole poi «ringraziare i gestori dei negozi di alimentari, che dal primo momento si sono impegnati per fare consegne gratuite a tutti i cittadini che ne hanno fatto bisogno, evitando assembramenti nei negozi e gente in movimento soprattutto nei borghi e nelle frazioni. E lo stesso hanno fatto i volontari, a partire da quelli della Croce Rossa». Un quadro simile lo dipinge Fabrizio Corti, primo cittadino di Baiso. «Il nostro comune sta tenendo, dal primo momento abbiamo cercato di applicare al meglio le norme di distanziamento e i comportamenti corretti, la popolazione ha risposto bene, forse i nostri territori hanno caratteristiche tali per cui c’è meno rischio di contatto e di contagio, anche se ovviamente c’è una parte di casualità e di fortuna. Speriamo comunque di poter continuare con numeri ridotti, dobbiamo però rimanere sempre attenti», racconta. La tenuta dei servizi e del sostegno è stata sostenuta, come negli altri paesi di dimensioni ridotte, dagli sforzi dei negozianti sparpagliati fra i paesi e da una rete di volontariato subito pronta ad attivarsi. «Li vediamo con divise di colore bianco, blu e rosso e, molte volte, anche con dei semplici jeans e magliette. Li sentiamo tranquillizzarci al telefono quando pensiamo di avere sintomi legati al Covid-19 o quando stiamo male. Li ascoltiamo mentre ci rassicurano che si prenderanno cura dei nostri famigliari più anziani», afferma parlando di volontari e operatori, «persone che con grande impegno e talvolta semplici gesti riescono a non farci abbattere». Si prova a resistere e anche i luoghi a maggior rischio, come le case di riposo, sinora non hanno registrato particolari problemi se paragonate ad altri paesi. Un conto esatto dovrà però attendere la conclusione del periodo più complesso, e resteranno margini di incertezza sia per quanto riguarda i contagiati – fra chi ha passato la malattia con conseguenze lievi e chi è risultato asintomatico – sia per la questione più dolorosa dei decessi. Rispetto ai quattro anni precedenti, il numero degli abitanti morti nel primo trimestre dell’anno è aumentato di cinque unità di media nei tre Comuni, ma parliamo di popolazioni ridotte in cui anche il minimo salto è sensibile. —
Adr.Ar.
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