«Un bravo ragazzo, un uomo di pace Aiuteremo la sua famiglia»
«Era un bravo ragazzo, un uomo di pace». Queste le parole usate da Babacar Niang, presidente dell’associazione Comunità senegalese di Reggio Emilia, per descrivere Bouna Seye. «Lo conoscevo piuttosto bene – dice sconfortato Niang – Frequentava l’associazione e si dava da fare anche per noi, per Reggio Emilia. Noi ci sentiamo parte dell’Italia, di Reggio Emilia, e in questo periodo di emergenza ci siamo mobilitati per fare una donazione all’ospedale Santa Maria Nuova. Anche Seye aveva partecipato attivamente». Il 52enne, in Italia dal 2001, aveva lavorato nei primi anni alla Fratelli Dieci di Montecchio, poi era passato alla manutenzione dei binari ferroviari. Da poco l’inizio del nuovo impiego, proprio grazie all’amico che ieri lo ha investito uccidendolo. La Comunità senegalese ora si rende disponibile ad aiutare la famiglia per le pratiche di reimpatrio della salma che, per ora, è sotto procura.
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