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Il messaggio pasquale del vescovo di Reggio Emilia alla comunità: «Porto sull’altare le vostre preoccupazioni»

Massimo Camisasca
Il messaggio pasquale del vescovo di Reggio Emilia alla comunità: «Porto sull’altare le vostre preoccupazioni»

Il messaggio del vescovo della diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, Massimo Camisasca, nella lettera inviata alla Gazzetta

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Caro Direttore, le scrivo per augurare a lei, ai lettori della Gazzetta e a tutti i reggiani buona Pasqua.

Anche quest’anno il messaggio bimillenario della Chiesa ci raggiunge e ci annuncia: Il Signore è risorto, Alleluja! Queste parole sono l’attestazione del più grande evento della storia, documentabile nella fede e nella carità di tanti credenti di ogni tempo in tutto il mondo. Queste parole sono il fondamento della speranza cristiana, dell’unica speranza possibile, poiché essa sola nasce dalla certezza della vittoria definitiva della vita sulla morte, della luce sulle tenebre.

Forti di questa speranza, i cristiani camminano lungo le strade del mondo condividendo con tutti la positività e la gioia che è stata loro donata; essi sanno guardare con fiducia al futuro e attraversano costruttivamente tutte le circostanze in cui si imbattono, anche le più difficili. Il presente infatti è abitato dalla presenza del Signore Risorto; il futuro che ancora non conosciamo è già nelle mani di Dio. Con questi pensieri nel cuore, oggi alle ore 10.30 celebrerò nella nostra Cattedrale la Santa Messa della Pasqua di Resurrezione, portando nella mia preghiera tutto il popolo della Diocesi.

Certamente non possiamo nasconderci che le solenni celebrazioni di quest’anno 2020, i giorni più santi dell’anno, sono da noi vissuti in modo quantomeno singolare e sicuramente sacrificato, a motivo dell’assenza del popolo. Così accade purtroppo nella maggioranza delle chiese del mondo, a cominciare dalla Basilica di San Pietro a Roma.

Che Pasqua è mai questa? Non si tratta forse di una Pasqua sottotono, di un giorno di tristezza e non di gioia, rinchiusi come siamo nelle nostre case senza la possibilità di recarci in chiesa e di incontrarci con i nostri cari e i nostri amici? No, io sono convinto che non sia così. Senza dubbio il sacrificio che stiamo vivendo per le restrizioni causate dalla pandemia in corso è serio e reale; talvolta, purtroppo, per alcuni esso è anche estremamente pesante e drammatico. Ma data la situazione precaria a livello sanitario in cui ci troviamo a vivere, è sommamente ragionevole accettare di non uscire di casa, seguire le celebrazioni solamente tramite i mezzi di comunicazione, vivere le molte rinunce che hanno stravolto la quotidianità cui eravamo abituati. Questi sacrifici, lo vediamo, non sono vani, ma costruttivi e necessari. Sarà anche grazie a questi sforzi che presto – ne siamo fiduciosi! – potremo uscire da questo stato di emergenza.

Nelle nostre case, dentro le nostre fatiche, in questa situazione straordinaria, oggi veniamo raggiunti dall’annuncio che il Signore Crocifisso è stato resuscitato da Dio Padre, e trionfa nella gloria. Abbiamo forse bisogno di altro per vivere bene la nostra vita? Possiamo pensare a qualcosa di più grande, di più bello e di più dolce? La fede basta alla vita. Essa ci riempie di lieta speranza e ci rende costruttivi sempre, capaci di perdono, di gesti di carità concreta e di un’indomita fiducia. Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? (Rm 8,31-32). Il Signore ha distrutto la morte e ora, vivo, trionfa. La morte non ci fa più paura. Nulla ci fa più paura. Certo, siamo affaticati, disorientati e addolorati per molti motivi. Ma l’essenziale che dà gusto e riempie di gioia la vita non può esserci tolto. E anche oggi trova il modo di raggiungerci e di riempirci di consolazione, lì dove siamo.

Cari reggiani, porto sull’altare tutte le vostre intenzioni e tutte le vostre preoccupazioni. Vi assicuro il mio ricordo costante nella preghiera. Ricordo in particolare i malati, i medici, i paramedici, gli infermieri, i governanti, le forze dell’ordine e tutti coloro che in questo tempo difficile stanno affrontando molti sacrifici per garantirci i servizi essenziali. Una preghiera speciale sale a Dio in questo giorno di Resurrezione per tutti i nostri defunti.

Buona Pasqua a tutti.

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