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Mandriolo, dieci morti nella casa di riposo

Adriano Arati

La sindaca Malavasi: «Si è intervenuti con immediatezza e ogni singola scelta è stata concertata con l’Ausl»

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Adriano Arati

CORREGGIO

Fra cordoglio e tensioni politiche, anche Correggio si trova a fronteggiare l’allerta Covid-19 nei luoghi più fragili e sensibili, le residenze per anziani. La struttura in maggior sofferenza è quella di via Mandriolo Superiore, dove sono stati registrati numerosi casi di positività e dieci decessi fra gli ospiti, di cui quattro in ospedale. A parlare della situazione è il sindaco di Correggio Ilenia Malavasi, tirata in ballo dall’opposizione 5 Stelle dopo un incontro di aggiornamento avvenuto l’8 aprile. «Ci ritroviamo con gli esponenti politici 5 Stelle che, senza farsi alcuno scrupolo, utilizzano impropriamente queste informazioni, distorcendole a loro piacimento. Evidentemente, questa è tutta la collaborazione di cui sono capaci e di conseguenza sarà preferibile non convocare più incontri di questo tipo», commenta secca. Per quanto riguarda le residenze per anziani, la Malavasi si concentra su Villa Gilocchi e su Mandriolo, entrambi gestiti da Coopselios: «Già il 23 febbraio sono state disposte limitazioni agli accessi per i famigliari, misure che sono state ulteriormente ristrette dal 29 febbraio. Le strutture sono state chiuse poi tra il 7 (Cra e Villa Gilocchi) e l’8 marzo (Centro Diurno), prima ancora che le disposizioni governative ne disponessero la chiusura». A oggi Villa Gilocchi non presenta casi, ben più cupo il quadro di Mandriolo, residenza con 47 posti totali, fra privati e accreditati. Lì, «sono state diverse le persone che hanno avuto bisogno di ricoveri ospedalieri in questo periodo, 17 in totale, 3 dei quali sono tuttora ricoverati, mentre 4 con tampone positivo sono deceduti». E le contromisure? «A tutti gli ospiti presenti in via Mandriolo è stato fatto il tampone e 16 sono risultati positivi, mentre nessun caso è stato accertato a Villa Gilocchi. La prossima settimana saranno rifatti alcuni tamponi perché alcuni ospiti sono in buone condizioni di salute e con i tamponi di controllo si potrà valutare se si sono negativizzati. All'interno della struttura sono decedute invece 6 persone, con il tampone positivo». Le vittime totali sono quindi dieci, non solo correggesi. Da qui, un fisiologico disallineamento di alcuni numeri: «Le nostre case di riposo accolgono residenti da tutto il distretto e i dati del Comune e quelli delle strutture presenti sul territorio non sono collimanti, in quanto la gestione delle strutture per anziani avviene con dinamiche di distretto. Lo specifico perché a me interessano tutti i miei cittadini».

Dal momento dell’emergenza, continua la prima cittadina, anche l’Ausl è stata coinvolta, e ha fornito personale sanitario specializzato e materiale. «Attualmente la casa di riposo, nella quale non ci sono stati nuovi accessi dall’inizio della epidemia, ha isolato i casi positivi a tutela degli altri ospiti, scelta che è stata fatta con immediatezza. Ogni singola scelta è stata concertata con l’Ausl e fin dall’inizio le famiglie sono state informate sulla situazione di salute dei loro cari, lasciando loro la scelta se continuare a lasciare il proprio congiunto in struttura o trasferirlo altrove. Nessuno mi risulta abbia fatto altre scelte». A chiudere, un altro macigno, non un sassolino, levato dalle scarpe: «Trovo il tentativo del 5 Stelle di voler parlare sempre male di medici, infermieri, operatori formati che stanno svolgendo un lavoro difficile, con tante paure per se e le loro famiglie, di un livello vergognoso e inopportuno». —

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