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«Sostenere la spesa a km zero Facciamo come a Reggio»

«Sostenere la spesa a km zero Facciamo come a Reggio»

L’imprenditore agricolo Pizzino plaude a un ordine del giorno del capoluogo «Utilizzare i buoni del Governo per aiutare le aziende della montagna»

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Nei giorni scorsi Mirco Pizzino, agricoltore e titolare dell’azienda Il Pichello, aveva lanciato un accorato appello agli enti locali affinché nel meccanismo dei buoni spesa, predisposti dal Governo per far fronte anche alle ricadute economiche sulle famiglie dell’emergenza coronavirus, fosse prevista la possibilità che da parte dei Comuni venissero coinvolte le aziende agricole del territorio, in modo che questi buoni fossero doppiamente utili, aiutando anche queste ultime che stanno attraversando un periodo di forte ristagno del mercato.

Nella seduta del 6 aprile del Consiglio comunale di Reggio Emilia, è stato approvato con 27 favorevoli (praticamente la totalità dei Consiglieri, a parte un astenuto) un ordine del giorno proposto dal Movimento 5 stelle che di fatto accoglie queste richieste.

Si legge nel documento: «Negli ultimi anni c’è stata una crescita sul territorio delle aziende agricole a km zero, che in questa fase stanno soffrendo a causa della congiuntura economica e dell’impossibilità di partecipare ai mercati. Queste realtà infatti difficilmente sono presenti sugli scaffali dei supermercati, mentre ci sarebbe la possibilità di comprare i prodotti che le stesse aziende potrebbero consegnare a domicilio. Chiediamo che il sindaco e la giunta si impegnino a sostenere queste realtà invitando i fruitori dei buoni spesa ad utilizzarli presso queste aziende, con prodotti disponibili quali farine, pasta, formaggi, uova, salumi, confetture, miele, verdura e frutta, magari indicando sui buoni spesa una lista di queste aziende con relativi contatti».

Su questo documento aggiunge lo stesso Pizzino: «Mi fa davvero molto piacere che a Reggio Emilia sia stata colta l’importanza che potrebbero avere scelte del genere. Ora auspico che anche comuni più piccoli, e quelli dell’Appennino in generale, colgano queste indicazioni. Anche qui ci sono diverse aziende agricole attive, spesso condotte da persone giovani, che stanno attraversando un periodo di difficoltà, e i buoni spesa potrebbero essere un’occasione fondamentale per mantenerle in vita e nel contempo dare un’iniezione di liquidità all’economia del territorio. I Comuni potrebbero vincolare una parte dei buoni così che vengano spesi rivolgendosi a queste aziende. Noi siamo a disposizione, come ho già detto, per consegnarli a domicilio gratuitamente». —

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