Tragedia, autista nei guai Non richiesta l’autopsia Sgb e Ugl: «Troppi morti»
QUATTRO CASTELLA
Prime mosse giudiziarie sull’infortunio sul lavoro che venerdì mattina è costato la vita al senegalese 52enne Bouna Seye, investito in via Matilde di Canossa – mentre raccoglieva i sacchi degli sfalci verdi – dal camion guidato da un connazionale di poco più giovane. Ora quest’ultimo è indagato per omicidio stradale e nel contesto di questi primi accertamenti investigativi il pm di turno Valentina Salvi ha ritenuto di non disporre l’autopsia sulla vita, in quanto le cause della morte appaiono chiare. Più incertezze, invece, sulla dinamica della tragedia, su cui si stanno concentrando le verifiche del servizio di Prevenzione e sicurezza sui posti di lavoro. Venerdì i due senegalesi stavano lavorando per conto della ditta “Mendicino Antonio” – socia di Transcoop – che ha in appalto il “giroverde” per conto di Iren. «Dall’inizio dell’anno si tratta del terzo infortunio mortale registrato in provincia di Reggio Emilia – rimarca Paolo Tucci del Sindacato generale di base (Sgb)– e non crediamo alle tragiche fatalità e non abbiamo dubbi su dove debbano essere ricercate responsabilità delle morti sui luoghi di lavoro. A uccidere sono le logiche del profitto, dello sfruttamento, del ricatto, della precarizzazione, degli appalti al massimo ribasso e della svendita di salari, diritti e della salute». Gli fa eco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl: «E’ ormai una strage infinita, che richiama con forza la necessità di una maggiore formazione e cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare dove si è più a rischio di infortuni». Iren «si stringe nel cordoglio ai familiari di Seye» ed esprime solidarietà ai colleghi di lavoro ed al gruppo Transcoop «in questo difficile momento». —
T.S.
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