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A rischio crac quattro cantine su dieci è l’allarme lanciato dalla Coldiretti

Ambra Prati
A rischio crac quattro cantine su dieci è l’allarme lanciato dalla Coldiretti

I dati: «Nell’ultimo mese si è registrato un brusco crollo del fatturato per il 39% delle imprese a corto di liquidità» 

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REGGIO EMILIA

«A rischio crac quattro cantine su dieci: serve liquidità». È l’allarme lanciato da Coldiretti di Reggio Emilia, che ha elaborato un “Piano salva vigneti” per far fronte alle gravi difficoltà generate dall’emergenza coronavirus. Nel piano figura la proposta al Governo – non ancora accolta – di ritirare il vino da tavola non di qualità (cioè non inserito nei disciplinari Dop o Igp) e di destinarlo alla distillazione per ricavarne alcol da disinfettante. Nell’ultimo mese si è registrato un brusco crollo del fatturato per il 39% delle imprese a corto di liquidità, in un comparto che, se a livello nazionale occupa 1,3 milioni di persone per un giro d’affari di 11 miliardi, nella provincia di Reggio Emilia conta 2.566 aziende vitivinicole, oltre 8mila ettari dedicati, una produzione da un milione e 600mila quintali di uva, tre Dop e un Igp (dati 2018).

A pesare sulla mancata vendita dei vini di qualità, secondo l’indagine Coldiretti-Ixè, è stata la chiusura forzata di alberghi, agriturismi, bar e ristoranti avvenuta in Italia e all’estero, con un crollo delle esportazioni aggravato anche dalle difficoltà logistiche in un settore in cui le spedizioni fuori dal confine nazionale hanno raggiunto nel 2019 i 6,4 miliardi di euro, il massimo di sempre, pari al 58% del fatturato totale.



«Senza vendite – precisa la Coldiretti – le aziende non riescono a far fronte ai pagamenti e a finanziare il ciclo produttivo che, dalla campagna alla cantina, non si può fermare. Le misure messe in campo con il blocco delle rate di mutui, prestiti, tasse, contributi sono certamente utili, ma non bastano. È indispensabile mettere a disposizione delle aziende vitivinicole liquidità sotto forma di prestiti a lunga scadenza a tasso zero e garantiti dallo Stato, pari a una percentuale del fatturato dell’anno precedente, da erogare attraverso una richiesta alle banche. Un intervento veloce e semplice che dovrebbe essere garantito indipendentemente dalla dimensione aziendale, al quale andrebbe aggiunta anche una compensazione a fondo perduto sulle perdite subite sotto forma di risarcimento del danno. Ed è necessario che una misura similare sia garantita a bar, ristoranti, alberghi e agriturismi, per evitare il blocco dei pagamenti delle forniture alle quali si sta assistendo e per fare in modo che non chiudano definitivamente».



A livello nazionale Coldiretti è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti, ma serve anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni finanziando un piano straordinario di comunicazione sul vino che «rappresenta da sempre all’estero un elemento di traino per l’intero Made in Italy, alimentare e non. Le risorse dovranno arrivare anche dall’Unione Europea con misura OCcm».

Il riferimento è al bando che, tramite il Ministero per le Politiche Agricole, permette di finanziare con un contributo a fondo perduto tutti i costi da sostenere per le campagne promozionali all’interno e all’esterno dell’Ue.

«Bisogna semplificare e rendere più flessibile la gestione delle misure del Programma Nazionale di Sostegno finanziato con i fondi di settore Ue-Ocm Vino con i primi passi importanti già previsti nel recente decreto Ministero delle Politiche Agricole del 31 marzo, che tuttavia ancora non bastano».



«Infine occorre trovare risorse aggiuntive, nazionali e comunitarie, per finanziare ogni utile strumento per la riduzione delle giacenze di vino e per il contenimento della produzione proveniente dalla prossima vendemmia».

La Coldiretti ha presentato al Governo il “Piano salva vigneti” con il quale, attraverso la distillazione volontaria, «si prevede di togliere dal mercato almeno 3 milioni di ettolitri di vini generici da trasformare in alcol disinfettante per usi sanitari. La misura avrebbe l’importante effetto di favorire l’acquisto di alcol italiano, che sugli scaffali è stato il prodotto che ha registrato il maggior incremento di vendite, ma anche di ridurre le eventuali eccedenze produttive. Il piano della Coldiretti prevede la vendemmia verde (significa togliere grappolo ancora verde e non maturo) su almeno 30mila ettari per una riduzione di almeno altri 3 milioni di ettolitri della produzione sui vini di qualità in modo da evitare un eccesso di offerta». —



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