È morto a 86 anni il “giullare” Mignin. Per anni il “cuore” della “Gnoccata”
Guastalla, Emidio Lanfredi si è spento in una casa di riposo a Parma. Il ricordo del sindaco Verona e dell’amico “Spino” Boccaccini
GUASTALLA. La “Gnoccata” perde una figura storica: sabato si è spento alla casa di riposo di Parma, dov'era ricoverato, Emidio Lanfredi, da tutti conosciuto col soprannome di “Mignin”.Aveva 86 anni. Dall'inizio degli anni '70 e per tutti gli anni Ottanta, ha impersonato il “giullare del re dei Gnocchi” durante la “Gnoccata”. Per anni è stato anche l'operatore che inseriva “le pizze” nel proiettore del cinema “Gonzaga. Dopo la pensione si era trasferito a Parma da una sorella. Emidio non si è mai sposato.
Entrando a Guastalla provenendo da Novellara, il suo volto compare su un cartellone della “Gnoccata”. «Lo vogliamo ricordare con affetto e gratitudine – ha detto il sindaco Camilla Verona – perché ha connotato diverse edizioni della popolare manifestazione che si svolge ogni tre anni ed era benvoluto da tutti i guastallesi».
Cordoglio è stato espresso anche da Antonio Boccaccini conosciuto come “Spino”, per la sua bravura come elettricista, l'amico di una vita con cui ha condiviso tanti bei momenti anche divertenti: « «“Mignin” – ricorda – veniva a Guastalla in motorino. Eravamo a Po e si stava facendo sera e notai che il fanalino di coda del suo motorino non funzionava. Allora gli dissi: “Attento perché rischi che ti investano” e lui rispose “Beh ci penseranno loro”. Ricordo poi che Emidio aveva la passione di qualche lavoretto da elettricista. Andò a Tagliata per sistemare il lampadario del prete. È andata a finire che ha preso la scossa è caduto insieme al lampadario. Ne ha fatte cose, non si dava mai per vinto. Perfino quando era stato coinvolto in un brutto incidente diversi anni fa, a Tagliata, dove ha rischiato la vita. Da quella volta, dato che aveva subito diverse fratture, ha sempre zoppicato».
«Ha lavorato per molti anni al cinema “Gonzaga” – prosegue l’amico – all'interno di palazzo Ducale dove oggi c'è la banca. Inoltre ricordo che alla domenica, dato che a Guastalla veniva tanta gente in bicicletta, accanto alla concessionaria Manini, in corso Garibaldi, c'era un deposito di biciclette e lui era il custode. Gli piaceva venire a Guastalla – prosegue Antonio – anche perché vicino al teatro “Ruggeri”, in via Verdi, c'era la bottega di Mario Daolio, il pittore del Po, battezzata “Piccola Margutta”, e lui andava là per fare un po' di “filòss”, perché negli anni Sessanta la bottega era un immancabile punto di ritrovo per chi intendeva l’arte vissuta come spontaneità e per chi aveva voglia di scambiare qualche parola in amicizia».
È probabile che per l'edizione della Gnoccata rinviata al 2021, causa emergenza sanitaria da Covid-19, la Pro loco possa ricordare "Mignin il giullare di Re Serpo" con una speciale menzione. Emidio Lanfredi lascia nel dolore i nipoti Franco, Paolo, Silvia, Daniela, Luca e Nara.
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