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Il sindacato Sgb 

«Il Comune chiarisca la situazione dei lavoratori della cooperativa Acapo»

«Il Comune chiarisca la situazione dei lavoratori della cooperativa Acapo»

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REGGIO EMILIA

«Chiediamo che l’amministrazione comunale di Reggio Emilia, in qualità di stazione appaltante, chiarisca in consiglio comunale sulla gestione dell’appalto della centrale operativa e sulla situazione delle lavoratrici e dei lavoratori della coopertiva Acapo». Lo affermano dal sindacato Sgb, Sindacato Generale di Base, in relazione alla situazione degli undici lavoratori della cooperativa romana Acapo, affidataria per conto del Comune dei servizi di segnalazione: un affidamento oggetto di una mozione che arriva oggi in Sala Tricolore di cui è primo firmatario il consigliere comunale Pd, Dario De Lucia. Ai lavoratori, infatti, Acapo ha deciso di applicare – al posto del contratto nazionale sulle coop sociali – il contratto nazionale multiservizi, causando a parità di mansione e monte orario una diminuzione di salario dai 153,45 euro fino ai 258,18 euro al mese.

Una situazione che il 17 febbraio scorso aveva portato i lavoratori a scioperare, per chiedere uguali diritti e uguale salario rispetto al personale del Comune di Reggio Emilia che svolge le medesime mansioni e con la stessa qualifica professionale. «Questa situazione evidenzia una palese incongruenza e un illecito rispetto all’oggetto dell’appalto - affermano dall’Sgb – ma ha anche procurato e sta procurando, alle maestranze, un danno economico e previdenziale che oscilla tra i mille e i tremila euro annui. Oltretutto la Acapo non sta rispettando neanche il vincolo dell’articolo 17 del capitolato d’appalto che prevede chiaramente che il trattamento economico da riservarsi al personale destinato alle attività del servizio dall’impresa aggiudicataria dell’appalto debba rispettare quello riservato dall’ente ai propri dipendenti in servizio nelle qualifiche professionali vigenti».

Per il sindacato, «nonostante lo sciopero e gli inviti da parte nostra a un confronto presso l’ufficio del prefetto, il Comune di Reggio Emilia, che essendo stazione appaltante dovrebbe vigilare sull’osservanza di norme e adempimenti dell’appalto, ha dimostrato e continua a palesare indifferenza e disinteresse per la questione. Questa delicata situazione, che coinvolge un ente pubblico e la gestione degli appalti e che si sta abbattendo come una mannaia su diritti e salari di lavoratrici e lavoratori, è frutto del perfido sistema appalti e del criterio di assegnazione economicamente più favorevole che precarizza, erode salari e soffoca i diritti». —

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