Il paese piange Walter Borghi stroncato dal Covid a 45 anni
Rubiera, l’uomo, operaio alla Udor, è morto il giorno di Pasqua al Santa Maria Nuova. Tanti i messaggi di cordoglio su Facebook da parte degli amici
RUBIERA. Walter Borghi, 45 anni, di Rubiera è una delle circa 20 mila vittime che il Coronavirus, ad oggi, ha causato in Italia. Ha lottato per diverse settimane contro quel mostro invisibile che ha messo in ginocchio il Paese. Lo ha fatto, circondato dall’affetto e dall’amore della sua Antonella Citriniti, della loro adorata figlia Gloria e di tutti i parenti e amici. Le complicazioni drammatiche del virus, che in poche settimane non hanno visto miglioramenti, lo hanno condotto alla morte. Si è spento proprio la domenica di Pasqua al Santa Maria Nuova, lasciando un vuoto incolmabile.
Dolore, cordoglio e commozione. Questi i sentimenti che – in un già clima pasquale – si sono diffusi, soprattutto sui social, abbracciando virtualmente i familiari di Walter. Il 45enne era molto conosciuto e ben voluto in paese. Viveva con la moglie Antonella, la figlia Gloria, insieme al padre Silvano e alla madre Adele in un’abitazione di via Ospitaletto a Rubiera. Si era diplomato all’Istituto Professionale Industria e Artigianato Lombardini di Reggio Emilia e da anni, ormai, era dipendente, con la qualifica di metalmeccanico, della Udor, azienda rubierese che progetta e produce pompe a pistoni e a membrana.
Dopo la positività al Covid-19, c’era apprensione da tempo, ormai, sulle sue condizioni di salute. Il 3 aprile scorso, la moglie Antonella, attraverso un lungo e commovente post su Facebook ha dovuto smentire le notizie “false” che circolavano sui social, oltre a qualche chiacchiera di paese, che annunciavano la morte del marito.
Quello di Antonella è stato un lungo post che aveva tenuto accesa, in tanti amici, conoscenti, oltre ai parenti, una piccola fiammella di speranza. Eppure il Coronavirus ha avuto la meglio e la Pasqua, sui social di Rubiera ma non solo, ha assunto un colore ancora più grigio, più cupo, avvolgendo un’intera comunità nel dolore e nella commozione.
Il primo annuncio, tramite Facebook, della morte di Walter Borghi è stato del suo amico fraterno Massimo Bunny Bonazzi. «Non riesco a crederci, non voglio ancora crederci. Buon viaggio amico mio. Ti porterò con me sempre nel cuore e in tutti i miei pensieri, niente e nessuno potrà mai veramente dividerci» ha scritto Bonazzi sul suo profilo Facebook, documentando il tutto, con tanto di foto, del suo amico di vecchia data.
A questo messaggio di dolore e cordoglio, in poche ore, se ne sono aggiunti tantissimi altri. «Questo maledetto virus ti ha portato via dai tuoi cari ma sono convinto che fino all'ultimo hai provato a combatterlo e sconfiggerlo come un vero leone. Rimarrai sempre vivo nei miei ricordi e adesso ritrova un po' di meritata pace. Il tuo amico Pecorillo». Ha scritto, sempre su Facebook, un altro amico di infanzia, Giuliano Cottafava. Walter era un grande lavoratore – così viene ricordato – amava la vita, sempre allegro e positivo. Tra le sue più grandi passioni c’erano gli animali, i cani in particolare e amava follemente il suo cucciolo di cocker: Momo.
Il dolore e il cordoglio di tutta la comunità per la morte di Walter Borghi sono stati espressi anche dal sindaco rubierese Emanuele Cavallaro che, commosso– «Esprimo la vicinanza mia e di tutta la comunità ad Antonella, Gloria ed ai loro famigliari – scrive il sindaco –. Mando loro l’abbraccio che tanti concittadini e amici oggi non possono fisicamente trasmettere loro: vogliamo essere al vostro fianco sempre. Grazie di averci insegnato come si lotta con forza e dolcezza».Il rito funebre, così come previsto dal decreto ministeriale, avrà luogo già nella giornata di oggi, in forma strettamente privata. La comunità rubierese non potrà quindi stringersi fisicamente al dolore della famiglia, ma non dimenticherà mai il sorriso e la gioia di Walter, un padre di famiglia scomparso troppo presto.
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