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Il virus fa mettere in cassa 5.300 lavoratori reggiani

Il virus fa mettere in cassa 5.300 lavoratori reggiani

Siamo quarti in regione con 1.681 domande da imprese per 672.553 ore Colla: «Presto alle banche gli elenchi per passare all'erogazione degli anticipi»

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REGGIO EMILIA

Il quadro regionale sulle domande per la cassa integrazione in deroga in Emilia-Romagna dice che sono 17.774 le richieste pervenute, che coinvolgono 54.726 lavoratori, per un volume complessivo di 8,1 milioni di ore e un ammontare di circa 81,3 milioni di euro (81.281.964).

Reggio Emilia si piazza quarta in Regione con 1.681 domande per 5.301 lavoratori e un totale di 672.553 ore.

I dati delle richieste, inviati all’Agenzia per il Lavoro della Regione, mettono a fuoco la difficile situazione creatasi con il conseguente impatto sulle attività produttive, a causa dell’emergenza coronavirus. I numeri sono riferiti alle domande inviate dal 23 marzo al 1 aprile e dal 6 al 9 aprile. Prima per richieste è chiaramente Bologna con 4.581 domande, per 15.468 lavoratori per 2.258.965 ore. Poi c’è Modena con 2.856 richieste per 9.153 persone per 1.279.055 ore. Terza Rimini con 1.958 domande per 5.723 lavoratori per 902.063 ore.

«Sono numeri ragguardevoli – commenta l’assessore regionale allo Sviluppo economico e lavoro, Vincenzo Colla –, che testimoniano il grande impegno finanziario della Regione Emilia-Romagna. La gestione regionale della cassa integrazione in deroga sta funzionando e nelle prossime ore daremo alle banche gli elenchi con gli accordi approvati, passaggio fondamentale per l’erogazione degli anticipi».

«Un ruolo importante – aggiunge Colla – lo stanno svolgendo i corpi intermedi, che con grande responsabilità e abnegazione stanno gestendo gli accordi. È la conferma ulteriore che questo territorio può vantare un patrimonio straordinario per la tenuta democratica. Come Regione riconfermiamo il nostro impegno per la copertura di tutti gli ammortizzatori nel prossimo decreto di aprile. Siamo al fianco di imprese, lavoratrici e lavoratori per superare insieme questo momento drammatico e impostare la ripresa una volta superato il lockdown».

La Regione ha poi annunciato che le banche sono pronte per anticipare ai lavoratori e alle loro famiglie gli ammortizzatori sociali previsti dal decreto “Cura Italia”, dalla cassa integrazione in deroga al Fondo di integrazione salariale. Già dalla prossima settimana saranno operative le procedure degli istituti che hanno sottoscritto il protocollo regionale. Ci sono però anche richieste di manodopera e possibili ricollocazioni qualora ci fossero fuoriuscite da settori colpiti da blocchi e crolli di consumi. La Regione risponde infatti agli sos sulla carenza di manodopera stagionale lanciato dal mondo agricolo dell’Emilia-Romagna e mette in campo la rete dei 38 centri per l’impiego che fanno capo all’Agenzia regionale per il lavoro per aiutare le imprese a reclutare in tempi rapidi le figure professionali indispensabili per mandare avanti il lavoro nei campi e negli allevamenti, nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza imposte dall’emergenza Coronavirus. Una decisione dettata dalla necessità di scongiurare un drastico rallentamento dell’attività produttiva, oggi più che mai fondamentale per assicurare adeguate forniture di cibo alla popolazione, a causa della carenza di operai che si va profilando in vista dell’avvio delle grandi campagne di raccolta dei prodotti. —

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