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Castelnovo Monti 

Nessuno vuole rinunciare al tradizionale “scusin” nonostante l’emergenza

Adr.Ar.
Nessuno vuole rinunciare al tradizionale “scusin” nonostante l’emergenza

I volontari della Croce Verde di Castelnovo e Vetto si sono misurati incocciando gli ovetti a distanza di sicurezza 

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CASTELNOVO MONTI

Non può essere Pasqua senza scusin. Il periodo pasquale è stato particolarmente complesso per la montagna, che ogni anno in occasione della festività si riempiva di persone – fra turisti, residenti e nativi di ritorno – e si animava fra decine di iniziative, fra cui la più amata, lo scusin, il gioco con le uova sode colorate da rompere man mano. Una tradizione antica e sentitissima. Il cuore a Castelnovo Monti, dove la festa dello scusin occupava il centro del paese per tre giorni ma in ogni borgo, in ogni spiazzo parrocchiale erano organizzati giri di scusin, conclusi dalla merenda in compagnia, con le uova sgusciate e condite con un pizzico di sale. Questo 2020 di clausure e chiusure ha portato via anche l’antico rituale, riscoperto negli ultimi decenni con le sue ricette sulla tintura degli ovetti, fra radici e coloranti, e sui trucchetti per vincere nel “coccetto”. Dove è stato possibile, nelle famiglie e non solo, si è provato a resistere. In tante case le uova sode sono state bollite e colorate, per organizzare poi piccoli confronti fra parenti. Molto diverso dalla risate e dalle resse dei giri da trenta o quaranta persone abituali, ma meglio di niente. E allo scusin non ha rinunciato, anche come simbolo di tenuta morale, chi in questo periodo è impegnato in primissima linea nell’emergenza. I volontari della Croce Verde di Castelnovo Monti e Vetto hanno preparato comunque una bella ciotola di uova, di varie colorazioni, a disposizione di chi ha coperto i turni del giorno di Pasqua, così da poter giocare e celebrare la Pasqua, pur con tutte le precauzioni del caso, incocciando gli ovetti a distanza di sicurezza nella sede della zona fiere. Immancabili, gli sberleffi dei vincitori degli scontri diretti, per restare fedeli alle usanze. Non proprio una modalità classica, ma un modo simpatico per non mollare la presa allestito dal gruppo della pubblica assistenza castelnovese, impegnata in parecchi servizi di distribuzione spesa, di consegne e di supporto a chi, magari, ha difficoltà a muoversi o si trova in condizioni sanitarie a rischio. Una mole di lavoro enorme, unita a quella consueta dell’emergenza-urgenza e alla raccolta e distribuzione di dolci pasquali a diverse strutture per anziani. —

Adr.Ar.

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