Puntavamo sull’enoturismo... ora cerchiamo di restare a galla
Fabio Coloretti, titolare dell’Azienda Agricola Reggiana di Borzano una realtà a conduzione familiare che si occupa dell’intera filiera
LA TESTIMONIANZA
«Ci stavamo attrezzando per l’enoturismo: visite e degustazioni di gruppi, senza ospitalità. È una possibilità che la Regione ha normato di recente, la direttiva dell’Emilia-Romagna è uscita a gennaio e noi dovevamo iniziare a marzo. Era un’altra fonte di reddito, avevamo prenotazioni da Svezia e Stati Uniti. Adesso è saltato tutto». Fabio Coloretti è titolare dell’Azienda Agricola Reggiana di Borzano di Albinea, una realtà vitivinicola a conduzione familiare che si occupa dell’intera filiera: dal vigneto alla vendita diretta del vino in bottiglia o in damigiana. «Abbiamo risentito tantissimo della crisi perché si è azzerato il mercato dei ristoranti, bar e distributori, che pesava per un 30-40% sul nostro fatturato. Il restante guadagno proveniva dal punto vendita aziendale, che siamo stati costretti subito a chiudere: per due settimane siamo rimasti completamente chiusi – ha spiegato Coloretti –. Da una settimana è riaperto con la spesa pronta: i clienti mandano l’ordine e faccio trovare i prodotti nel cortile; anche così il punto vendita è calato del 70%. Abbiamo attivato la consegna a domicilio per tutelare i nostri clienti storici e perché non possiamo tenere in casa il vino pronto. Un altro canale che nel nostro caso, per fortuna, era già predisposto è stato il portale di e-commerce, partito a maggio dell’anno scorso. Al momento è quest’ultimo che ci permette di sopravvivere: da maggio a dicembre dell’anno scorso abbiamo fatto tante consegne quanto quelle del mese di marzo». Si tratta, appunto, di sopravvivenza. «Nel 2019 il nostro fatturato è stato di 450mila euro, una media 30mila euro mensili; marzo 2020 si attesta sui 5mila euro, siamo su questo ordine di grandezza. Nel frattempo è arrivata la rata del mutuo, abbiamo versato l’Iva il 16 di marzo e saldato tutti i fornitori: le spese continuano ma gli incassi no – ha concluso Coloretti –. La speranza è che si traduca in realtà la proposta da Coldiretti di ritirare il vino per produrre alcol per i disinfettanti oppure altre soluzioni per smaltire le giacenze di vino. Oltre all’indispensabile slittamento delle scadenze fiscali: più che essere tartassati dallo Stato, ora dobbiamo concentrarci solo sul restare a galla». —
Am.P.
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