«Stiamo pensando a un drive-in la gente non scende e noi carichiamo»
Il vice presidente della cantina sociale di San Martino in Rio «Adesso il vero problema è come fare tornare i conti»
REGGIO EMILIA
«Il crollo è avvenuto nel periodo peggiore. L’emergenza sanitaria ha compromesso i tre mesi cruciali per la vendita di vino: marzo, aprile e maggio. Ora stiamo valutando se allestire un drive-in enologico: i clienti ci daranno l’ordine senza scendere e noi caricheremo i prodotti nel bagagliaio. Potrebbe essere un servizio utile e fattibile, senza le controindicazioni della consegna a domicilio. Decideremo dopo Pasqua se avviare la sperimentazione».
È l’idea che sta soppesando Maurizio Messori, vice presidente della cantina sociale di San Martino in Rio, una cooperativa socia di Coldiretti rappresentativa di quella che nel Reggiano è l’ossatura del settore e il punto di conferimento di tanti produttori. Tra ufficio e cantina la realtà conta una ventina di dipendenti, dei quali solo un terzo è attualmente al lavoro. «Gli altri due terzi prima hanno usare le ferie arretrate e i permessi, ora sono in cassa integrazione», ha spiegato Messori. La cantina vende sia bottiglie nello spaccio aziendale sia damigiane. «Marzo – spiega Messori – è il periodo tradizionale per chi imbottiglia in casa, ma è un settore in diminuzione costante negli ultimi anni, visto che lo fanno solo gli anziani, e di scarso peso. Discorso opposto invece per le bottiglie: ne vendevamo una media di 10mila al mese, in marzo, in cui abbiamo chiuso dopo la prima settimana, siamo a un migliaio. E aprile e maggio sarà ancor peggio. Buona parte del nostro fatturato deriva dal vino che va in cisterna, destinato agli imbottigliatori che fanno volumi importanti e riforniscono la grande distribuzione: quest’ultima per fortuna non si è mai fermata e, con il minimo di personale, riusciamo ad assicurare i rifornimenti già in essere».
Quello che costituisce una perdita non rimediabile è, invece, la chiusura del punto vendita. «Purtroppo abbiamo dovuto abbassare la serranda, per la sicurezza dei dipendenti: non ci sembrava giusto far rischiare il personale con il contatto diretto. Una soluzione potrebbe essere il drive-in enologico. Alcune cantine fanno la consegna a domicilio, noi però abbiamo scelto di no: è un servizio troppo difficile da gestire, i clienti privati fanno ordini minimi e non ne vale la pena, perciò ci limitiamo a rispondere alle richieste online e a spedire tramite corriere, oltre a rifornire il Centro Carni e il punto vendita a Santa Maria di Vezzola (Novellara) che rimangono attivi». Sulla ricaduta economica Messori non azzarda previsioni. «I prossimi mesi sono un enigma. Penso che una volta riaperto, la clientela tornerà, ma faccio fatica a pensare che risaliremo ai ritmi di prima. Intanto il nodo è come far tornare i conti».
Messori è anche titolare in proprio di un’azienda agricola e nutre scarsa fiducia nelle sospensioni fiscali. «Le stesse sospensioni le abbiamo avute con il terremoto del 2012, ma io personalmente preferisco pagare perché so per esperienza che altrimenti ti ritrovi in un secondo tempo a dover saldare le spese attuali più quelle pregresse». Nel frattempo le operazioni in campagna stanno andando avanti. «È terminata la potatura, sono stati puliti i sermenti e a fine mese inizieranno i primi trattamenti. I danni da gelo che si sono verificati sulla frutta non hanno avuto effetti sui vigneti; ora che ci sono le gemme speriamo che non si ripresenti il freddo, sarebbe davvero una beffa. Preoccupa la siccità: sono tre mesi che non piove». —
Am.P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
