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il report 

Controlli a tappeto per Pasqua Fermati quasi 1.500 reggiani

Ambra Prati

Il bilancio della Prefettura sul rispetto delle norme in occasione del ponte  «Multe nella media, con percentuali sotto quelle registrate in campo nazionale»

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REGGIO EMILIA.

Il fine settimana pasquale, banco di prova per i prossimi ponti del 25 aprile e primo maggio, ha avuto un bilancio positivo: i reggiani si sono mostrati ligi alla normativa anti-coronavirus che vieta assembramenti e spostamenti non giustificati, abbandonando per cause di forza maggiore il detto “Pasqua con chi vuoi”. È quanto ha registrato la Prefettura di Reggio Emilia, alla quale sono arrivati i numeri di tutte le forze dell’ordine impegnate nei posti di blocco a tappeto: carabinieri, polizia di Stato, Guardia di finanza e polizia municipale, del capoluogo e delle sette Unioni dei Comuni.



«In complesso nel ponte pasquale sono stati effettuati controlli su 1.300-1.400 persone, con un target di sanzionati che si è mantenuto sul centinaio – fanno sapere dalla Prefettura, dove ieri hanno esaminato i dati e inviato il report al Ministero dell’Interno – È la stessa media di multe (dalle 80 alle 110 circa) che si comminano in una giornata feriale: un esito che si potrebbe definire fisiologico».



Nella nostra provincia la percentuale delle multe si è attestata intorno al 7%: molto lontano da quel 19% che è stata la media nazionale, ha proseguito il capo di Gabinetto della Prefettura, la dottoressa Rosa Correale: «I numeri rispettano la media giornaliera settimanale – spiega – non c’è stata alcuna impennata, come si temeva, nonostante le temperature quasi estive. È la dimostrazione che i reggiani si sono attenuti ad un comportamento corretto e disciplinato, nel rispetto delle normative vigenti. Anche le giustificazioni agli spostamenti (per lo più necessità, lavoro e salute), esibite dagli automobilisti quasi tutti con autocertificazione al seguito, nel complesso sono state improntate al rispetto del Dpcm. Il buonsenso ha prevalso».



Nessun incremento di rilievo, dunque, nel reggiano, dove del resto i posti di blocco erano scattati a tambur battente con largo anticipo. «Dal 14 marzo al 9 aprile il totale dei cittadini fermati e controllati è stato di 33mila». Ciò non toglie che sia stato un ponte di lavoro, come d’abitudine, per la Squadra Volante, la centrale operativa del 113 e il Corpo di Guardia della questura di Reggio Emilia, che ha sorvegliato la città, insieme alla Polstrada per quanto riguarda l’autostrada e alla polizia ferroviaria per quanto concerne le stazioni. La polizia municipale di Reggio Emilia, che ha approntato pattuglie aggiuntive per vigilare in particolare sui parchi e sulle aree verdi, non ha sorpreso alcuna grigliata collettiva, com’era accaduto in precedenza; anzi strade più vuote del solito, solo nel tardo pomeriggio di Pasquetta il transito è lievemente aumentato.



In provincia i carabinieri - con un centinaio di gazzelle in servizio al giorno, 200 gazzelle tra domenica e lunedì - si sono concentrati, oltre che sulle zone di confine (via Emilia verso Modena e verso Parma) nei luoghi di solito meta della classica gita fuori porta: Appennino e Bassa. In Appennino, sorvolato dall’elicottero dell’Arma di Forlì e con l’azione pure dei carabinieri forestali e sciatori, sono stati eseguiti posti di blocco sulla Ss63 e nelle seconde case, tramite verifiche eseguite grazie alla perfetta conoscenza del territorio: senza nessuna infrazione tra i vacanzieri, anzi borghi solitamente presi d’assalto (come Civago, il Cerreto, Marola) parevano abitati fantasma, con cervi e caprioli padroni della strada immortali dagli residenti esterrefatti mentre transitavano tra le case. Controlli mirati dei carabinieri anche lungo il letto del Po e dell’Enza, dove non sono state rilevate particolari criticità. —



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