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RUBIERA 

Cordoglio per la morte di Fabio Ronzoni Da anni soffriva di Sla

Adr.Ar.

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RUBIERA

Stroncato dalla malattia con cui doveva convivere ormai da tempo, la malattia che lo aveva confinato nel suo letto. Nella mattina di ieri è morto il 51enne Fabio Ronzoni, nato e cresciuto a Rubiera, dove era rimasto a vivere dopo aver costruito la propria famiglia con la compagna Mini. La coppia ha due gemelli, ora adolescenti.

Fabio doveva convivere con la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, il morbo di Lou Gerhig, com’è chiamato per ricordare una delle vittime più famose, il campione statunitense di baseball. La Sla è una malattia neurodegenerativa progressiva dell’età adulta che provoca un progressivo calo delle dimensioni dei muscoli, portando rigidezza, contrazioni, debolezza e una sempre più grave difficoltà nei movimenti, nel comunicare e nel respiro. Anche Ronzoni si è trovato ad affrontare il costante peggioramento delle condizioni fisiche, e da anni era a letto, collegato a strumenti salvavita necessari per garantire la respirazione. Purtroppo non è stato possibile arginare i problemi che, alla fine hanno portato al decesso.

Un lutto che ha generato amarezza collettiva nei tanti rubieresi che con Ronzoni avevano passato l’infanzia e l’adolescenza, e con cui erano rimasti in contatto. L’uomo ha iniziato ad evidenziare i sintomi della Sla quando i due figli gemelli erano ancora bimbi; la famiglia ha cercato di gestire la grande complessità che il morbo comporta e di mantenere sempre forte il legame fra Fabio e i suoi piccoli. L’inevitabile isolamento arrivato quando la mobilità è venuta meno non ha interrotto il legame con gli amici e i conoscenti, che hanno sempre cercato di restare vicini ai Ronzoni pur in un contesto così complicato. Queste ultime settimane in cui la clausura e l’impossibilità di movimento sono diventati un tema generale hanno peggiorato il quadro, in questo senso. La notizia del decesso ha comunque rapidamente fatto il giro della zona, con il dolore per la scomparsa unito al dispiacere per l’impossibilità di un ultimo saluto a Fabio. Le norme sanitarie riguardo ai funerali impediscono infatti di celebrare funzioni pubbliche; il commiato all’uomo si terrà in forma ristretta come indicato dai provvedimenti nazionali pensati per ridurre le possibilità di contagio. Il cordoglio si è sviluppato nelle uniche forme possibili: tramite il telefono e tramite gli onnipresenti social network. —

Adr.Ar.

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