In automobile per andare dal medico di base... deceduto due anni fa
Questa la scusa inventata da una coppia fermata, e multata, ieri dalla polizia Gli aiuti: un uomo che dormiva in macchina portato alla comunità di S.Pellegrino
REGGIO EMILIA
Fermati a bordo di un’auto dalla polizia di Stato, i due hanno dichiarato che si stavano recando da un medico di base, riferendo nome e cognome. Peccato che, da una rapida verifica, è risultato che quel medico era deceduto nel 2018. Così una coppia, un uomo di 34 anni e una donna di 21 anni, domiciliati a Modena e con precedenti alle spalle, sono stati multati per inosservanza del decreto di pubblica sicurezza. I due hanno schivato la denuncia per falsa attestazione a pubblico ufficiale per il semplice fatto che non hanno messo nero su bianco, nell’autocertificazione, la loro giustificazione farlocca, limitandosi ad esporla a voce ed evitando più serie conseguenze penali. È accaduto ieri mattina quando in via Vico, a Cella, i poliziotti della Squadra Volante hanno fermato un’automobile. I due a bordo, interpellati in merito al motivo del loro spostamento, hanno affermato di essere diretti a Sorbolo, nel Parmense, dal medico di famiglia: a loro dire avevano un appuntamento per farsi prescrivere un medicinale. L’uomo ha anche aggiunto di avere telefonato al medico la sera precedente proprio per fissare la visita. In base agli elementi appresi gli agenti hanno effettuato immediatamente un accertamento su internet e hanno appreso così che il dottore in questione era defunto oltre un anno fa, e quindi cancellato dagli elenchi dei medici di base in attività stilati dall’Ausl.
Messa di fronte all’evidenza la coppia, dopo aver tentennato, si è “corretta”: avevano solo lasciato un messaggio in segreteria, ecco perché quel messaggio non aveva avuto riscontro.
L’intera questura di Reggio Emilia è stata mobilitata nei controlli straordinari durante il ponte di Pasqua, finalizzati a reprimere comportamenti scorretti ma anche a prestare soccorso a persone in difficoltà.
Per le festività i dispositivi sono stati massicci e hanno coinvolto tutti i reparti: oltre alla Squadra Volante e alla sala operativa del 113, la Squadra Mobile, la Digos e la Divisione Pasi (polizia amministrativa, sociale e dell’Immigrazione). A presidiare la città ben 106 agenti, sia in divisa sia in borghese, suddivisi in 27 pattuglie. Sono state 256 le persone fermate e controllate, non solo automobilisti ma anche pedoni; la stragrande maggioranza aveva già compilato l’autocertificazione.
Oltre all’attività repressiva, la polizia ha prestato aiuto a chi era in difficoltà. Lunedì scorso, alle 13, una pattuglia della Squadra Volante si è recata in Largo Gerra, in pieno centro storico, per la segnalazione di un individuo sospetto all’interno di un’auto.
L’uomo, un italiano di 48 anni, ha spiegato che in macchina ci dormiva: aveva perso il lavoro e, a ruota, la casa perché non era più stato in grado di pagare l’affitto e ora, senza un soldo, non aveva un luogo dove potersi riparare. È stata quindi contattata la comunità di San Pellegrino e il parroco ha accettato il nuovo ospite che, felice e grato, ha ringraziato i poliziotti che lo hanno accompagnato all’alloggio. —
Am.P.
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