Lavori da un milione di euro per la rinascita del teatro
Il “Rinaldi” è rimasto gravemente danneggiato a causa del sisma del 2012 Il cantiere del primo stralcio, ora fermo per l’emergenza, è nel foyer e nel ridotto
REGGIOLO
Fino alla metà di febbraio – seppur con tutte le precauzioni causa l’emergenza sanitaria da Coronavirus – sono andati avanti spediti lavori di restauro e consolidamento del teatro “Giovanni Rinaldi” di Reggiolo, danneggiato dalle scosse sismiche di maggio 2012. Poi il cantiere è stato fermato.
I LAVORI
È la ditta Cattolica Costruzioni che si è aggiudicata il primo stralcio delle opere, pari a 1 milione di euro, e stava lavorando per ripristinare il foyer e il ridotto del teatro oltre a rinforzare il velario e relativa copertura.
Si tratta di un intervento di grande rilevanza perchè si sta lavorando nella parte sottostante del foyer dove ci sono i gradoni. In questa area nascerà il guardaroba, i servizi igienici e sarà servita da una sorta di ascensore a favore delle persone fragili e portatori di disabilità. Al primo piano verrà invece situato il bar. All’interno del teatro verrà collocato il sipario realizzato da Gianbattista Borghesi. Sono stati consolidati anche i palchi lignei su tre file oltre al tetto e al velario. A breve, appena terminata l’emergenza sanitaria determinata dal rischio contagio da Coronavirus, l’amministrazione comunale uscirà con il bando relativo al secondo stralcio, per un importo complessivo di 1.500.000 euro, per occuparsi di tutti gli altri lavori relativi all'impiantistica, al palco, ai sistemi di sicurezza oltre a rendere ignifughi i palchi.
I PROGETTI
«Ci auguriamo di poter inaugurare nella primavera del 2021 il foyer che verrà dedicato al basso Antonio Zerbini, cantante lirico reggiolese protagonista in oltre ottanta opere, con artisti del calibro di Luciano Pavarotti, Maria Callas, Alfredo Kraus, Virginia Zeani, Nicolai Ghiaurov, Joan Sutherland, Raina Kabaivanska e Giulietta Simionato – spiega Franco Albinelli, assessore alla ricostruzione e alla cultura – Il ridotto del teatro, invece sarà dedicato a Nino Rota il grande maestro e compositore di numerose colonne sonore anche nei film di Federico Fellini, nipote di Giovanni Rinaldi a cui è stato intitolato il nostro teatro. Nel frattempo stiamo cercando di costituire un’associazione che si occupi della programmazione del teatro. Stiamo già predisponendo le future manifestazioni per ricordare Zerbini e celebrare Rota». «È nostra intenzione – conclude Albinelli – inaugurare il teatro entro la fine della legislatura nel 2024».
LA STORIA
Il teatro di Reggiolo è un vero e proprio “gioiellino” e ha origini antiche. Sulla scorta di un dipinto del pittore parmigiano Ambrogio Viarana datato 1614, si può far risalire la costruzione del teatro almeno ai primi anni del Seicento.
Un documento del 1750 attesta l’esistenza di un Teatro della comunità sul sito dell’attuale. Maria Luigia, duchessa di Parma Piacenza e Guastalla, autorizzò un importante intervento di ristrutturazione, su progetto dell’ingegnere ducale Luigi Sottili e durato dal 1832 al 1838, che portò all’attuale sistemazione della sala. Il teatro fu così dotato di tre ordini di 18 palchi ciascuno, di uguali forme e dimensioni, ognuno dei quali poteva ospitare sino a sei persone. La platea, a ferro di cavallo molto allungato, era capace di un centinaio di posti. Per contenere le spese, palchi e balaustre furono costruiti con legno di pioppo e ricoperti con tela di iuta decorata con motivi a trompe l’oeil. Le figure femminili dipinte sulle balaustre sono forse opera del pittore Francesco Scaramuzza.
Il sipario con il Trionfo di Pallade, allusivo a Maria Luigia è di Gianbattista Borghesi, ed autore anche dell’uguale sipario del Teatro Ducale (poi Regio) di Parma, fatto costruire da Maria Luigia negli anni 1821-29. Il rinnovato teatro comunale fu inaugurato nell’agosto del 1838. Intorno al 1930 il pittore Giuseppe Moscardini decorò il soffitto dell’ingresso e gli ambienti attigui con greche, cornici, volute ed eleganti motivi floreali. Al centro del velario della sala rappresentò la Musica e, agli angoli, eseguì quattro medaglioni con i ritratti di Donizetti, Rossini, Verdi e della gloria locale, il compositore per pianoforte Giovanni Rinaldi . —
MAURO PINOTTI
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